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Diffamazione: “ora rattoppi impossibili, evitare nuove figuracce internazionali”

 

Liberi i direttori, in galera i giornalisti? Un rattoppo con il buco. Impraticabile. Basta con una legge “deviata” e irrecuperabile. Andando avanti cosi, con una sorta di asta sulle sanzioni ai giornalisti per i procedimenti di diffamazione a mezzo a stampa, non solo si sfiora il ridicolo ma si arriva al disastro e a una figuraccia internazionale. Il rinvio in aula a giovedì della ripresa dell’esame del provvedimento in aula serva a far maturare la sola scelta, a questo punto, sensata: il ritiro, la cancellazione dall’ordine del giorno. 

La generosità e la pazienza del presidente della commissione Giustizia del Senato, Berselli, per evitare che un giornalista e direttore, Sallusti, finisca in carcere è fuori discussione. Ma il rattoppo che propone alla bozza di legge sulla diffamazione a mezzo stampa è inutile e impraticabile: può essere giusto una mozione di affetti non una norma equa e efficace. Liberi i direttori, solo multati, in galera i giornalisti: una soluzione impensabile, inaccettabile, offensiva anche per la dignità del collega destinatario della pesante condanna a 14 mesi di carcere, che aveva suscitato l’attivazione di un vasto movimento di riforma per una legge liberale che chiamasse alla responsabilità fondata sul giornalismo etico e sulle sue regole, con cancellazione del carcere. In linea di principio e di fatto. E ciò, per la Fnsi, può essere assicurato con attenzione precipua alla dignità della persona attraverso la rettifica documentata e il giurì per la lealtà dell’informazione. Non si vuole fare? Allora si fermi subito questa macchina fuori asse anziché provocare altri danni.

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