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Priorità: corruzione ed evasione fiscale

 

Si resta senza parole di fronte a quel che leggiamo su  alcuni quotidiani  (non tutti, per la verità) di fronte a quel che succede ogni giorno nei cosiddetti palazzi del potere. I provvedimenti per decreto del governo Monti sono, per la verità, sacrosanti anche  se arrivano, per così dire, tardi rispetto a quello che è emerso negli ultimi vent’anni successi alla crisi centrale del ’92-93 ma l’italiano si chiede a questo punto  come è possibile andare avanti con classi dirigenti che selezionano così male chi deve rappresentarci e come pensano di fermare i movimenti di antipolitica che stanno prosperando nella società italiana a cinque mesi dal prossimo voto politico generale.

Chi scrive sa-magari per propria diretta esperienza- che se la selezione avviene troppo di frequente alla rovescia e che difetti, come quelli della personale docilità o impreparazione culturale, diventano  tra i preferiti da parte di quelli che decidono gli ingressi negli organi dirigenti dei partiti o delle liste elettorali non c’è da stupirsi se fanno strada personaggi come Batman o altri del medesimo genere. E non ci si può meravigliare neppure dei risultati complessivi di una simile gestione politica.

Ho letto ieri l’intervista al quotidiano La Repubblica di uno storico che stimo molto come Paolo Prodi dell’Università di Bologna che denuncia l’estinguersi dello Stato a favore del mercato ma forse si potrebbe essere ancora più pessimisti e dire che anche il mercato soffre, vista la notevole quantità di monopoli od oligopoli che lo contrassegnano soprattutto ma non solo nella nostra Italia ma nel mondo intero.

E sarebbe difficile non essere d’accordo con l’editoriale di Andrea Di Consoli pubblicato ieri dall’Unità che riteneva difficile salvare la politica ufficiale di fronte alla corruzione così ampia e diffusa a tutti i livelli.

C’è da chiedersi, di fronte a tutto questo, come e quando si potrà uscire da quella che il nostro presidente Giorgio Napoletano ha definito a ragione  nei giorni scorsi come una crisi morale e politica di inedite dimensioni.

Non è facile rispondere, soprattutto se si è consapevoli del fatto che la corruzione  diffusa nel nostro paese rischia circa sessanta miliardi l’anno, una somma-possiamo dire- che farebbe risparmiare all’erario molto di più della doppia spending review  adottata dall’attuale governo che, per ora, non è riuscita ancora  ad eliminare le cifre molto alte di evasione fiscale che ogni anno si è costretti a registrare.

Ma a me sembra, quello della corruzione pubblica e amministrativa e della forte evasione fiscale, il problema preliminare  da risolvere se si vuole ricostruire l’Italia come l’onorevole Pier Luigi Bersani predica da tempo e che i dirigenti che conosco del partito democratico vogliono porre al centro dell’ormai vicina campagna elettorale per lo scontro della prossima primavera.

Io credo che soltanto una grande mobilitazione popolare e diffusa delle persone, giovani e vecchie, di buona volontà che ci sono nel nostro paese potrà produrre le basi necessarie perché la prossima legislatura sia migliore di quella che si sta concludendo malinconicamente e si ponga con successo il compito di far ritornare l’Italia alla piena democrazia prevista nella costituzione repubblicana.

Sono tanti-per quello che vedo, girando l’Italia per gli inviti che ricevo, che nutrono queste speranze e questi sentimenti e voglio augurarmi che non siano ancora una volta delusi.

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