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Piccoli neonazisti crescono?

 

Caro direttore,
numerosi giornali on line, italiani ed esteri, in questi giorni esprimono preoccupazione sul proliferare di siti neonazisti. E’ davvero una minaccia, favorita dalla crisi economica e dalla perdita di punti di riferimento ideali? E cosa fare per evitare che l’estrema destra possa primeggiare nelle future elezioni di tanti paesi europei?
Cordialmente
Lucio Matera

Caro Lucio, rispondo volentieri alla sua mail partendo da due notizie della scorsa settimana: il provvedimento di archiviazione della Strage di S.Anna di Stazzema e la morte di Shlomo Venezia, ebreo di 89 anni sopravvissuto ad Auschwitz.
A Sant’Anna nazisti e fascisti uccisero civili, donne e bambini, cancellarono intere famiglie. La decisione della Procura di Stoccarda offende la memoria, riapre una ferita sanguinante che i familiari delle vittime avrebbero voluto vedere rimarginata non con atti vendicativi ma con l’applicazione della giustizia, secondo un principio per cui la memoria delle stragi non si archivia.
Shlomo Venezia è stato uno dei pochissimi sopravvissuti alle camere a gas di Auschwitz e ha vissuto con la memoria straziante della Shoah. Un trauma che si è portato dentro per oltre 40 anni per poi “liberarsene” condividendo con gli studenti l’inferno dal quale si era miracolosamente salvato.
L’archiviazione della strage di Sant’Anna di Stazzema e la morte di Shlomo ci dicono quanto sia indispensabile conservare la memoria. Assistiamo sempre più spesso a processi di revisionismo storico che arrivano perfino a negare l’esistenza degli stessi campi di concentramento. E quando anche l’ultimo testimone diretto della Shoah sarà scomparso l’operazione sarà più facile per i cosiddetti “negazionisti”. Per evitare che ciò succeda è fondamentale che le istituzioni, la scuola, l’informazione si adoperino per non cancellare la memoria della più devastante e folle malvagità dei tempi moderni, se non dell’intera Storia dell’umanità. Conservare la memoria del genocidio del secolo scorso è l’unico antidoto contro la recludescenza di una tale aberrazione nei secoli futuri.

Stefano Corradino

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