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No all’emendamento “ammazza Gabanelli”

 

In commissione Giustizia al Senato arriva l’emendamento al ddl sulla diffamazione, che più di uno ha definito ‘anti-Gabanelli’ (perche’ sembrerebbe tagliato su misura contro la conduttrice ‘Report’). E’ un emendamento di Giacomo Caliendo (Pdl) sulla responsabilita’ civile che toglierebbe, in pratica, ogni paracadute ai giornalisti, dipendenti o collaboratori esterni. L’emendamento dichiara nulle, ai sensi del codice civile, tutte le clausole che sollevano dalle conseguenze patrimoniali gli autori di eventuali reati a mezzo stampa, perche’ e’ l’editore o il proprietario della pubblicazione che si assume, per contratto, l’onere del danno per la responsabilita’ civile. La proposta prevede la nullita’, ai sensi dell’articolo 1418, terzo comma, del codice civile, delle clausole dei contratti in forza delle quali gli autori di reati a mezzo stampa, “sono sollevati in tutto o in parte, dagli oneri derivanti dal pagamento delle pene pecuniarie loro comminate a seguito dell’accollo degli stessi da parte delle altre persone indicate” nel testo che specifica: “per i reati commessi col mezzo della stampa sono civilmente responsabili, in solido, con gli autori del reato e fra di loro, il proprietario della pubblicazione, l’esercente dell’impresa giornalistica o l’editore”. A quanto si e’ appreso, i relatori al ddl, Filippo Berselli (Pdl) e Silvia Della Monica (Pd), sarebbero orientati ad esprimere parere contrario.

“Chi ha pensato di inserire, nella legge in discussione nel Senato, un emendamento per levare ai cronisti “denunciati e molestati” qualsiasi copertura da parte dell’editore, ha svelato il consueto tentativo di imbavagliare il giornalismo di inchiesta”. Lo afferma il portavoc ee di Articolo21 Giuseppe Giulietti . “L’emendamento, giustamente ribattezzato “ammazza Gabanelli”, si pone l’obiettivo di colpire chiunque tenti di fare davvero il mestiere del cronista. In realtà si tratta di una delle tanti varianti delle liste di proscrizione che ha vergognosamente segnato l’ultimo ventennio. Siamo sicuri che la proposta non passerà, ma sarà bene non abbassare la guardia e rilanciare la campagna “No bavaglio, sempre e comunque”.

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