Sei qui:  / Articoli / Informazione / “Io ti stacco la testa…” Pesanti minacce al direttore di Primadanoi.it

“Io ti stacco la testa…” Pesanti minacce al direttore di Primadanoi.it

 

“ Io ti stacco la testa pezzo di merda. Io ti stacco la testa di merda che ti ritrovi.” Questo è solo una delle frasi intimidatorie rivolte nel corso di una lunga telefonata intercorsa tra un signore pescarese e il direttore del quotidiano on-line abruzzese Primadanoi.it. Telefonata registrata dall’inizio alla fine e pubblicata per la durata di 16 minuti sull’omonimo portale.
Trenta lunghi minuti fatti di insulti e di minacce indirizzate ad Alessandro Biancardi, direttore di Primadanoi, reo di aver fatto pubblicare un articolo in cui si riportano le vicende giudiziarie di un cittadino pescarese, arrestato nel 2008.
Un vecchio articolo ma dai contenuti esatti ( e questo verrebbe confermato anche dal diretto interessato) naturalmente rimasto on-line.
L’uomo infatti, stando a quanto riportato nella sintesi della telefonata che si ritrova sul sito, non smentisce nulla di quanto pubblicato all’epoca ma pretende che l’articolo venga rimosso perchè la sua presenza in rete gli rovina gli affari e la reputazione, quindi lancia l’ultimatum: tre giorni di tempo per rimuovere l’articolo altrimenti farà ricorso ai suoi avvocati, ma senza tralasciare in chiusura nuove e pesanti minacce di ritorsione fisica.

Il direttore motiva motiva così il rifiuto che ha portato l’uomo a dare in escandescenze:
“Ci sono diritti insopprimibili in una democrazia civile, e se vengono a mancare questi ci sarebbe un inevitabile scadimento del bene comune e delle libertà di tutti. Crediamo sia fondamentale (così come prescrive la Costituzione) difendere il diritto di cronaca perchè questo significa conoscere meglio la società in cui viviamo ed i fatti accaduti che non si cancellano… Un arresto è solo un episodio, un flash in una storia lunga di una persona. Prendersela con un giornale che scrive è paradossale e incivile, specie se i tempi della giustizia sono lunghi e dopo anni non vi è una definizione della questione. La privacy in questa vicenda non c’entra nulla ed è utilizzata solo come pretesto. Fino ad oggi la legge stabilisce che il diritto di cronaca debba prevalere sulla privacy”

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE