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Sondaggi e miraggi

 

Attenzione ai sondaggi. Ogni giorno o quasi, c’è una rilevazione che diventa notizia. Perché lo è o perché c’è l’interesse a farla diventare tale. Ma non sempre è notizia ciò che viene pubblicato. Il PD è il primo partito in tutti i sondaggi. Segue spesso il Movimento 5 Stelle, poi Pdl, Idv, Sel, Udc e via discorrendo. Si presenta il consenso dei partiti, talvolta con qualche artificio come spacciare l’intenzione di voto per il bacino potenziale dell’elettorato, ma manca sempre un dato fondamentale: la percezione della coalizione o del partito vincitore. Ovvero, banalmente: chi vincerà le
elezioni? Questo tipo di rilevazione è fondamentale ed è un dato seguito con attenzione da tutti gli esperti di comunicazione dei partiti. E’ fondamentale perché oltre a motivare l’elettorato del partito/coalizione vincente ha un effetto traino sugli indecisi, che in alta percentuale voterebbero per il partito o per la coalizione in vantaggio. L’aggregazione dei dati disponibili sui singoli partiti premierebbe visibilmente la coalizione di centrosinistra, se questa esistesse. Ma sarebbe un conto falsato dal tipo di coalizione. L’intenzione di voto per un singolo partito può essere modificata dalla coalizione in cui questo si presenta, dal sistema di voto, dalla prospettiva di vittoria, dall’aspirazione ad essere forza di governo o di opposizione.
Oltre che dai candidati e dal leader. In questo periodo, in cui il governo ‘tecnico’ è sorretto da una maggioranza innaturale in Parlamento, in cui non c’è chiarezza su alleanze e candidati premier, le rilevazioni vanno prese con le pinze. Costituiscono una buona radiografia sullo stato di salute o meno di un partito, possono essere utili settimana dopo settimana per comprendere il trend di crescita o di decrescita di una forza politica, ma non sono utili a predire con precisione il risultato elettorale. Dimostrano però una cosa: gli italiani sono stanchi del ‘politichese’ e non sono più disponibili a perdonare errori a na classe politica che ne ha già commessi troppi. Continuare a far finta di niente, per poi formare una coalizione a ridosso del voto promettendo ‘miracoli’ agli italiani, potrebbe essere una decisione suicida. Non c’è più tanto tempo.

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