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Al supermercato per fare scorta

 

di Nadia Redoglia
Specie col prender 3 e pagare 1, è ovvio che noi (comuni) mortali s’approfitti per fare scorta. Tutti gli altri, mortali ma non comuni, al supermercato vanno solo con (non per) la scorta. Quella fornita dallo Stato consta di centinaia di multipli di tre, ma quanto a pagare spetta sempre per uno solo: noi.

Ci perdoni l’on. Finocchiaro (immortalata da un settimanale che ci passa per “scoop” la scorta che porta il carrello della scortata: manco fosse questo lo scandalo…) se cogliamo l’attimo per entrare nel merito. Gli è che il Belpaese ha proprio le scorte che straripano! Non ce la fa più a sopportare e supportare centinaia di connazionali incartati (pure già scartati, rottamati, consumati, fuori corso) da “umani involucri protettivi” che assai più avrebbero da fare, quanto a preservare noi e pur anche la loro dignità, nelle strade cittadine.

Non è dato sapere (ché si rifiutano di spiegarcelo) quale sia il criterio, la tecnica, con cui si distribuiscono in questo Paese le scorte. Sappiamo però come funziona in Europa, stante gli esempi pratici che ci fornisce. Qualche giorno fa s’è visto Hollande sul suo motorino con le sportine della spesa attaccate al manubrio, ma è giusto un esempio tra i suoi colleghi leader (attivi perché gli ex non se li fila proprio più nessuno).

Dati gli elevatissimi nostri costi (sprechi) per ‘sto anomalo esercito della salvezza, motorizzato e no, sarebbe appena il caso di tagliare drasticamente. O dobbiamo aspettare che “ce lo chieda l’Europa” ?!

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