Una tragedia dimenticata dallo Stato. Era il 24 agosto del 2016 quando il terremoto dell’Aquila provocò 299 vittime e tra loro anche la coppia di orvietani Matteo Gianlorenzi e Barbara Marinelli. Ieri mattina si è svolta una conferenza stampa per ricordare a tutti lo scandalo legato al fatto che nessun famigliare delle vittime abbia mani ricevuto una minima forma di risarcimento. L’incontro è stato promosso dall’associazione Articolo 21 rappresentata da Giuliano Santelli e dalla coalizione del Patto Avanti alla presenza del segretario umbro del Pd Damiano Bernardini dall’onorevole Walter Verini, dalla sindaca di Orvieto Roberta Tardani e da Mario Sanna il padre di Filippo morto all’Aquila a soli 22 anni che sta attuando uno sciopero della fame per chiedere allo Stato l’istituzione di un fondo nazionale per i familiari delle vittime delle calamità naturali. “Oggi, è sembrata ancora più chiara: il non è il valore economico di un risarcimento. È il riconoscimento della dignità- ha detto Bernardini-la dignità di chi non c’è più. La dignità di chi è rimasto e continua, ogni giorno, a convivere con un’assenza impossibile da colmare. Da Orvieto, dall’Umbria, vogliamo allora riprendere questa battaglia. Non per una bandiera, non per una parte politica, ma per queste famiglie. E perché questa richiesta possa trovare in Parlamento la più ampia convergenza possibile, al di là degli schieramenti. Perché finalmente si arrivi all’istituzione di un Fondo per le vittime. A dieci anni da quella notte, credo che il minimo che possiamo fare sia non lasciare sole queste persone”. Tardani ha ribadito l’impegno della città di rimanere accanto alla famiglie di Barbara e Matteo. “Per Orvieto –ha detto – il drammatico ricordo del terremoto di Amatrice ha i volti di Barbara Marinelli e Matteo Gianlorenzi, due nostri giovani concittadini che quella notte di dieci anni fa persero la vita nel crollo dell’Hotel Roma. Ricordo quelle interminabili ore in attesa di una flebile speranza e ricordo l’abbraccio commosso della città in un Duomo gremito per l’ultimo saluto. A Barbara e Matteo, alle loro famiglie, a Franca ed Enzo Marinelli che oggi non ci sono più, a Fernanda e Franco Gianlorenzi e a tutte le vittime di quella tragedia va il pensiero e l’abbraccio della nostra comunità. Un ricordo che, a dieci anni di distanza, resta vivo e rende ancora più forte il dovere delle Istituzioni di ascoltare la voce di coloro che hanno perso i propri cari e che da anni chiedono allo Stato un riconoscimento di un diritto che non può essere ridotto soltanto a una questione economica. I soldi non risarciranno mai la perdita di una vita umana e non credo nemmeno che questa battaglia possa avere una connotazione politica. Come amministrazione comunale – conclude – sosterremo questa battaglia in tutte le forme che sono di nostra competenza. In questo senso ho raccolto la proposta di portare in consiglio comunale un ordine del giorno con cui chiedere al Governo di accogliere le richieste dei familiari”.

