E poi arrivò il (giustamente) blasonato Corrado Augias, presente alla presentazione dell’ultimo libro di Sigfrido Ranucci ad Asiago, a sottolineare l’importanza di Report e del suo conduttore. Errori di ingenuità-ha detto Augias- non possono mettere in discussione il valore del giornalismo di inchiesta. L’attacco in corso nasce ben prima della vicenda Lavitola. Numerose puntate della rubrica di maggior successo della Rai hanno messo il naso negli arcani dei poteri segreti. E per questo la reazione è stata ed è così virulenta. Sono all’opera i manganelli mediatici. Va rimesso in fila l’ordine degli addendi. Si vuole colpire Ranucci come antipasto di una vasta offensiva elettorale di cui si vedono da tempo sintomi e avvisaglie. Che lo stesso Ranucci debba dare qualche chiarimento sta nelle attese proprio di chi considera Report un punto di riferimento indispensabile. Non confondiamo i piani, però. Comunque, il disco dell’estate continua a primeggiare nel jukebox della politica italiana. Che le condizioni di vita peggiorino costantemente e che i “dublinanti” girino per l’Europa come in una tragedia greca poco importa. Chi governa suppone di essere in una monarchia e di fare e disfare la tela a suo piacimento. Ma verrà il giorno, esclamava il Cardinal Federico in un classico della letteratura di un lombardo più bravo di Salvini.
