Per l’ennesima volta vogliamo ringraziare il presidente Mattarella che non perde occasione per sottolineare il nesso profondo che lega democrazia e libertà di informazione.
Questa volta le sue parole, inequivocabili, sono arrivate durante la cerimonia del Ventaglio promossa dalla stampa parlamentare.
Mattarella ha voluto richiamare quel media freedom act approvato l’8 agosto scorso e restato, almeno in Italia senza risposta alcuna, anzi il governo ha sempre detto di essere in regola.
Il presidente ha richiamato esplicitamente le indicazioni arrivate in materia di pluralismo editoriale, tutela delle fonti, querele bavaglio e soprattutto l’autonomia dei servizi pubblici dagli esecutivi.
Nessuna di queste indicazioni é stata recepita.
Il pluralismo si è ridotto ulteriormente, le querele bavaglio sono aumentate, l’equo compenso a tutela dei precari è restato sulla carta, la tutela delle fonti è un colabrodo e, sulla Rai, si prepara un colpo di mano che rafforza il contro dell’esecutivo sul servizio pubblico.
Legge elettorale e legge Rai sembrano prefigurare il tentativo di alterare il libero esercizio del voto.
Naturalmente ora partirà il tentativo di depotenziare le parole di Mattarella che invitano l’Italia a recepire il media freedom act e a trasformarlo in norme che rispondano alle richieste.
Ci auguriamo che le forze politiche, sociali, sindacali che davvero condividano questo appello non solo lo recepiscano, ma promuovano una iniziativa in sede europea per segnalare le inadempienze atto e per sollecitare la necessaria azione di monitoraggio e di ispezione, prima che nuovi colpi di mano, a cominciare dalla legge sulla Rai, possano compiersi.
Da mesi sentiamo ripetere che il media freedom act sarà disattivato in Italia e che bisogna rassegnarsi all’inevitabile.
Le parole del Presidente levano ogni alibi.
Sarà il caso di non lasciar cadere anche il suo appello.
