Va a capire perché ci sono paesi che ti rimangono dentro. E spesso non sono i più ricchi, i più fortunati, quelli del nostro Occidente, per intenderci, bensì i più poveri, i più fragili, i più disperati, quelli in cui la democrazia è una chimera e i diritti umani vengono calpestati ogni giorno. A Greta Privitera, collega del Corriere della Sera, è accaduto con l’Iran, cui da anni dedica non solo la sua passione giornalistica e civile ma anche il suo impegno quotidiano, al punto di averne tratto un libro: “Libertà, libertà! L’Iran che resiste, da Khomeini alla guerra di Trump e Netanyahu”, edito da Fuoriscena.
Un viaggio in mezzo secolo di storia iraniana, dunque: dall’avvento di Khomeini all’eliminazione di Ali Khamenei nel corso della guerra scatenata, lo scorso 28 febbraio, da Trump e Netanyahu. In mezzo, il Paese della rivolta e della speranza: le donne che protestano, le ragazze che bruciano il velo in piazza, le università che ribollono, l’inferno del carcere di Evin, le esecuzioni sommarie, le violenze gratuite compiute dalla Polizia morale, l’orrore di chi ha visto morire i propri compagni, e soprattutto le proprie compagne, di lotta e il desiderio di non arrendersi. La differenza, rispetto ai tempi di Azar Nafisi e di “Leggere Lolita a Teheran”, è rappresentata dall’ispirazione fornita da modelli apparentemente lontani ma in realtà vicinissimi: una gioventù globale che dice basta, legge gli stessi libri, vede gli stessi film, piange e si emoziona per le stesse ragioni e, più che mai, si batte per un’altra idea di mondo possibile e necessaria.
Cadrà, prima o poi, questo dannato regime? Ne siamo sicuri, per il semplice motivo che ormai ha perso il sostegno delle nuove generazioni, pertanto non ha futuro. E quando accadrà, Greta potrà realizzare il suo sogno di mettere piede a Teheran, andare a visitare i locali di cui le parlano amiche e amici conosciuti in questi anni e mangiare gli stufati che le vengono descritti e inviati in fotografia dai suoi numerosi contatti. Anche questa è vita; anzi, donna, vita, libertà.
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