Giornalismo sotto attacco in Italia

Rai. Chi ha finto di non vedere è corresponsabile di quanto è avvenuto e accadrà

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Non abbiamo nulla da aggiungere all’editoriale di Vincenzo Vita, pubblicato dal Manifesto.
Fateci solo ricordare che quando, mesi e mesi fa, abbiamo  iniziato a  denunciare il processo di dissolvimento della Rai, in esecuzione del piano di Licio Gelli, abbiamo dovuto subire attacchi, ironie, da parte di chi aveva scelto la strada di abbassare i toni, nella speranza di ottenere qualche regalia, un posticino a tavola, da qui i clamori voti di fiducia che hanno accolto i nuovi vertici.
Eppure, sin dal primo giorno, avevano detto che avrebbero fatto piazza pulita, espulso le diversità, dissolto Rai 3, ci siamo dimenticati quando volevano cancellare il riferimento al giornalismo di inchiesta?
Chi ha finto di non vedere è corresponsabile di quanto è avvenuto e accadrà.
Quante volte, dopo la cacciata di Fazio e Saviano, abbiamo sentito la frase “tanto sono esterni..”,
Ora, anche chi ha sorriso con cinismo, teme per il futuro del servizio pubblico e del posto di lavoro.
L’assalto in corso è strettamente legato alla approvazione legge elettorale truffa e al controllo integrale di quello che resta del servizio pubblico.
Le dimissioni delle opposizioni dalla vigilanza, sia pure tardive, vanno sostenute da chi ha ancora a cuore la Costituzione.
Non esiste nessun rapporto tra le loro dimissioni e quelle della maggioranza, non esiste par condicio tra chi ha subito l’ostruzionismo di maggioranza e chi lo ha praticato.
Ora bisogna non fermarsi e proseguire sulla strada della lotta e della denuncia.
Il giorno 8 luglio a Napoli ci sarà la riunione pubblica delle opposizioni, ci auguriamo che sia data voce agli epurati e siano annunciate le iniziative conseguenti
Non sarà il caso di chiedere un incontro al presidente Mattarella per segnalare una grave anomalia che rischia di condizionare le prossime elezioni?
Dal momento che la vigilanza non può operare, le autorità di garanzia delle comunicazioni come intendono procedere?
Il prossimo 8 agosto sarà un anno dalla approvazione del media freedom act, gli europarlamentari intendo rappresentare alla commissione europea la sostanziale abrogazione della normativa?
Sarà il caso di non aspettare un altro anno prima di decidere le prossime azioni di denuncia e di lotta.


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