Il radicale libero

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Ha dovuto aspettare circa 20 anni, ma questa volta Giacinto ce l’ha fatta a pannellarsi il pregiudicato. Con Craxi gli andò buca (“non scappare, fatti arrestare: farò di te un eroe perseguitato dalla giustizia”) forse perché quello il passaporto mica l’aveva restituito e fu così che il Bettino preferì prendere la fuga. Il Silvio invece, insistendo a farsi prendere dalla foga -ai maliziosi ricordiamo che si sta parlando del verdetto cassazione ché quello Ruby sta ancora in primo grado-  s’è buttato nella conquista dei referendum radicali. Per i suoi fini gli basterebbe l’abrogazione giusto  di due o tre, quelli buoni ad amnistiare le sue condanne, ma il buon vecchio radicale ovviamente gli ha imposto tutta la dozzina. Il reo Silvio rimembra ancor quel tempo della sua vita (im)mortale quando beltà splendea in quelle leggi promulgate proprio nei suoi governi?! Non rimembra e se rimembra smembra ché ormai lo fa anche due volte in un giorno. Da qui a metà settembre, scadenza per comunicare se sconterà la pena in casa sua o in quella circondariale, da ‘sto radicale dell’ultima ora confidiamo almeno che si presenti in pubblico con la rasta-bandana magari canticchiando “meglio ‘na canzone” in chiave reggae, ma soprattutto ci aspettiamo che indirizzi nuvoloni di fumo negli occhi di uno scandalizzato Giovanardi.


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