Quarantotto anni dopo rimangono le loro vite, non le loro morti. E rimangono le scelte personali, quelle di uomini che si sono battuti, ognuno con le proprie idee, nel campo giusto della storia. Quella storia che li vede uccisi lo stesso giorno ed entrambi protagonisti di depistaggi istituzionali.
Aldo Moro e Peppino Impastato, due persone che sembrano assolutamente scollegate se non per il giorno del ritrovamento (privi di vita) e per la figura del boss Badalamenti (che frequentava il bar Olivetti di Roma, ma per questo rimando al mio libro “Traditori”). Circa novecentocinquanta chilometri di strada separano Roma da Cinisi, un paesino in provincia di Palermo. Qui, nella notte tra l’8 e il 9, trovò la morte il giovane giornalista e attivista politico Peppino Impastato. Ucciso per mano mafiosa, venne inizialmente fatto passare per terrorista. Proprio quel giorno (e soltanto cinque giorni prima delle elezioni amministrative a cui si era candidato), Peppino Impastato viene ritrovato morto, con una carica di tritolo posta sotto il corpo, adagiato sui binari della ferrovia.
Una messinscena, appunto, degli autori del delitto, finalizzata a sviare le indagini, simulando un attentato di matrice terroristica. Una tesi che i carabinieri del reparto operativo, all’epoca comandato dal maggiore Antonio Subranni, sposano sin da subito e che propinano alla stampa locale, prontissima ad abboccare. In un angolino in basso della prima pagina del «Giornale di Sicilia», dominata dal ‘caso Moro’, un articoletto parla di un militante extraparlamentare morto per l’esplosione dell’ordigno che lui stesso voleva collocare sui binari.
Una vita che viene riscattata innanzitutto da un’altra vita, quella di una donna, una madre, sua madre: Felicia (insieme al fratello, ai suoi amici e compagni).
Lei che dirà ai parenti mafiosi del marito «Io voglio giustizia, non vendetta».
E giustizia otterrà, ma solo tanti, troppi, anni dopo con la sentenza che accerterà la verità, condannando all’ergastolo don Tano Badalamenti. E la prescrizione di chi depistò.
