Un No corale dell’Italia al Referendum Costituzionale sulla legge Nordio-Meloni che mina le fondamenta della Costituzione Repubblicana: lo hanno ribadito, di fronte a una affollata platea con tanti giovani, ad Orvieto, l’ex parlamentare e ministra Rosy Bindi e il professor Giuseppe Arbia, statistico economico dell’Università cattolica di Roma, intervistati da Paolo Raffaelli. Rosy Bindi ha parlato di una sfida decisiva per la salvaguardia della Costituzione, della democrazia, dell’equilibrio dei poteri in Italia e, ricordando Tina Anselmi, presidente della commissione d’inchiesta sulla loggia P2, ha sottolineato come la controriforma Nordio sia il coronamento del piano di rinascita nazionale di Licio Gelli. Il professor Giuseppe Arbia ha evidenziato, da statistico, come il sorteggio negli organi di controllo della magistratura sia in contrasto con le più elementari regole di valorizzazione del merito: si preferisce la lotteria alla competenza, si gioca d’azzardo sull’equilibrio dei poteri dello Stato. I relatori hanno altresì ricordato come l’applicazione della legge sia condizionata all’approvazione di successive norme attuative delegate al governo, prefigurando – nel caso malaugurato della conferma della legge – un esito autoritario, coerente del resto con altri cavalli di battaglia della destra come il premierato, l’autonomia differenziata, la legge-truffa sul nuovo sistema elettorale e lo svuotamento del Parlamento attraverso i decreti governativi e i voti di fiducia. L’appello finale dei convenuti: un impegno forte di tutta la cittadinanza attiva per il NO al Referendum Costituzionale, in difesa della democrazia e delle istituzioni repubblicane.

