Voterò NO, perché è l’uguaglianza il vero bersaglio del prossimo referendum. Il nesso non è intuitivo, ma ci si arriva con pochi passaggi. La nuova Alta Corte può punire i magistrati con provvedimenti disciplinari, bloccare la loro carriera, destinarli ad altre sedi. Dei suoi 15 componenti, 6 saranno ”pesanti” – e dominanti – perché scelti personalmente dal Quirinale e dal Parlamento; mentre gli altri – benché più numerosi (9) – saranno figli di nessuno, perché sorteggiati, senza riguardo a capacità e indole, tra migliaia di magistrati: fine dell’indipendenza della Magistratura.
Ma che c’entra l’uguaglianza? Ci arrivo. In questo contesto, il pubblico ministero che dovrà inquisire un politico, sa che quel potente può vendicarsi su di lui, agendo sui suoi rappresentanti laici nell’Alta Corte per fargliela pagare; magari non con una sanzione (troppo vistosa), ma bloccandogli la carriera o sbattendolo in un lontano tribunale. Basta questa preoccupazione per indurre molti PM a pensarci bene prima di toccare un corrotto della casta; mentre agiranno con grande tranquillità verso i semplici cittadini: fine dell’uguaglianza davanti alla Legge.
