Giornalismo sotto attacco in Italia

Oltre 150mila firme per dire NO alla controriforma della magistratura

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Ha sfondato in pochi giorni il muro delle centomila firme, ma ora siamo oltre 150 mila, si moltiplicano le adesioni di partiti, sindacati, associazioni. Sarebbe troppo facile documentare incertezze, indifferenza, omissioni dei giorni scorsi, ma questo non è il momento delle polemiche o delle recriminazioni.
Quando é in ballo la Costituzione servono unità, solidarietà, generosità.
Quello che conta è solo la  reazione popolare che, a colpi di firme ha cominciato a sgretolare l’arroganza e le sicurezze di Meloni e camerati.
L’invincibile macchina da guerra ha dovuto fermarsi davanti alla raccolta delle firme, rinviando la data della consultazione.
La raccolta in atto sul sito del ministero della Giustizia, e il consenso registrato, hanno costretto il governo ad una pausa di riflessione.
Del resto anche i sondaggi consigliano loro prudenza; l’iniziale vantaggio del Sì, si sta assottigliando, nonostante la vergognosa campagna Rai vedi Garlasco, condotta da quasi tutto il Polo Raiset; a proposito le autorità di garanzia hanno nulla da dire?
I primi sondaggi taroccati hanno lasciato il campo alla propaganda diretta e aggressiva, i nuovi sondaggi vengono invece oscurati, censurati, perché segnano la rimonta del No, anche grazie alla raccolta delle firme e alle prime risposte del comitato per il No, presieduto da Giovanni Bachelet.
La nostra associazione che, da mesi, sta promuovendo iniziative a difesa della Costituzione appoggerà qualsiasi evento, da chiunque promosso, a sostegno del No, perché una eventuale vittoria del Sì aprirebbe la strada al presidenzialismo senza controlli, ad ulteriori bavagli, alla abrogazione del principio della divisione dei poteri, sino al taglio delle radici medesime della Carta fondamentale.
Sarebbe opportuno che anche le principali istituzioni dei giornalisti chiedessero l’applicazione della parità di trattamento per porre fine al tentativo di cancellare persino la raccolta di firme in atto.
Quei giornalisti che oggi se la ridono e concorrono alla truffa  politica e mediatica, in caso di vittoria del Sì, potrebbero presto scoprire che i prossimi bavagli colpiranno o anche loro, persino quelli che hanno già scelto  di imbavagliarsi soli.
Da oggi su Articolo 21 apriremo uno spazio dedicato alla raccolta firme e al comitato per il No, denunciando violazioni, silenzi, imbrogli.
Lo faremo con durezza e determinazione perché i referendum non solo solo una minaccia contro i magistrati, ma riguardano anche i diritti sociali, civili, politici di ciascuno di noi.
Non c’é più spazio e tempo per attendismi, debolezze, opportunismi.

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