Liberate Patrick Zaki: a un anno dalla carcerazione, non si arresta il grido della sua comunità

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In Emilia-Romagna c’è un filo conduttore che lega l’esperienza delle Sardine, la vasta compagine sociale che chiede verità e giustizia per la strage di Bologna ogni 2 agosto, e Patrick George Zaki, studente ancora nel buio delle carceri egiziane. Un fil rouge che parla di mobilitazioni “per”, di “futuro”, di contrasto ai linguaggi d’odio e di una militanza sociale che punta a dare gambe e corpo alla Carta europea dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

“Cittadinanza Italiana a Patrick George Zaky”. Ha superato 100mila firme una petizione online, lanciata il 2 gennaio sulla piattaforma Change.org dalla community “STATION TO STATION 2 agosto – è troppo tardi per provare odio” che vede in Marina Baldisserri (Imola), Andrea Agresta e Rosella De Troia (Rimini), Moreno Zoli (Forlì), Paolo Cinti (Bologna), Rita Tocco (Maranello) e Cecilia Scolari (Piacenza) gli animatori e nel presidente della Repubblica Sergio Mattarella il destinatario.
La petizione chiede la cittadinanza italiana onoraria per Patrick George Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna detenuto in Egitto. A quasi un anno dalla carcerazione del ricercatore un gruppo di cittadini e studenti già impegnati nelle “Sardine” si è dato come obiettivo quello di tenere viva la memoria sulla strage del 2 agosto 1980 a Bologna e ha scelto di fare “qualcosa di concreto – spiega all’ANSA il portavoce Moreno Zoli – per essere vicini a Patrick, perché venga liberato e perché possa, al più presto, tornare ad abbracciare la sua famiglia e a proseguire i suoi studi. Il conferimento della cittadinanza italiana sarebbe un segnale fortissimo, sappiamo che la procedura è molto lunga, ma sappiamo che con un gesto super partes potrebbe diventare realtà”.

 

Cecilia Scolari, avvocato, spiega come è nata l’iniziativa. “Zaki rappresenta il sogno di futuro che le vittime della strage di Bologna non hanno potuto avere – spiega Cecilia – noi siamo un gruppo di sardine sparse in Emilia-Romagna, vedendo le cittadinanze onorarie che i vari municipi hanno dato a Patrick, abbiamo pensato che se avesse avuto anche la cittadinanza italiana avremmo avuto una leva in più per trattare con Egitto”. Cecilia, che di professione fa l’avvocato, ha scovato la norma che prevede come il presidente della Repubblica possa conferire la cittadinanza italiana per meriti speciali.

“In meno di un mese siamo a oltre 100mila firme, siamo stati invitati in Rai e ora l’iniziaqtiva si sta allargando – spiega Cecilia – il nostro sogno è che Mario Draghi rappresenti un Italia che in Europa chiede la messa in pratica della Carta dei diritti universali dell’uomo per Patrick. Questo ragazzo ora in carcere in Egitto rappresenta i sogni dei cittadini italiani ed europei: è uno studente di Bologna, è un simbolo importante per dar forza e coraggio ai giovani che vivono una situazione non facile, sia a livello lavorativo che sociale. Salvare Patrick significa iniziare a salvare i sogni e il futuro dei giovani europei”. A questo link potete aderire all’appello “Cittadinanza italiana per Patrick George Zaki” https://www.change.org/Patrickzackycittadinoitaliano

 


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