Sono passati 25 anni e sembra ieri. È stata la diretta più lunga di tutta la mia vita televisiva. Per ore in onda cercando di raccontare quello che stava accadendo in diretta a New York. Prima è stata colpita la torre Nord del World Trade Center -e pareva un incidente, tragico ma un incidente – ma quando un secondo aereo si è schiantato contro la torre Sud è stato chiaro che non era un incidente, ma un attacco al cuore dell’ America. Ricordo di non avere capito subito che fosse un secondo aereo. Avevo pensato si trattasse di un’inquadratura diversa dell’impatto contro la Torre Nord, ma purtroppo era un nuovo schianto frutto di una regia ben studiata da Bin Laden e dai suoi compagni di al Qaida, ospiti dei talebani in Afghanistan. E poi l’aereo sul Pentagono e quello che puntava dritto su Washington. Il giorno dopo sono partita per il Pakistan, significa il paese dei puri, da dove ho raccontato l’inizio della guerra al terrorismo e poi quando il regime dei talebani è crollato sono entrata in Afghanistan dove sono rimasta sino a dicembre. Mentre l’America sotto shock cercava di reagire all’attentato e una parte di mondo si stringeva con solidarietà attorno al gigante ferito, nella parte di mondo dove mi trovavo io i giovani arrivavano numerosi da paesi lontani, si riunivano nelle moschee bruciavano le bandiere americane e le effigi di Bush e partivano per la guerra santa verso l’Afghanistan per combattere al fianco dei miliziani di Al Qaida e i talebani che erano bersaglio dei bombardamenti americani. Dopo qualche mese una coalizione militare composta da una quarantina di nazioni sarebbe arrivata in Afghanistan con i suoi contingenti e ci sarebbe rimasta per vent’anni con l’idea di portare la democrazia in una società tribale con proprie regole e istituzioni.
Sappiamo com’è andata a finire e dal 15 agosto 2021 i talebani sono tornati al potere e ,senza che il loro regime sia ufficialmente riconosciuto da molti paesi, i talebani oggi trattano e fanno accordi non solo con i governi della loro regione, ma anche con Bruxelles. A giugno una delegazione di Kabul si è incontrata con la Commissione europea per parlare di rimpatri di afghani che non avrebbero diritto di asilo. Non riconoscere il regime talebano,ma incontrare suoi esponenti per eliminare un po’ di migranti, a mio parere significa legittimare un governo che viola i diritti umani e priva le donne dei più elementari diritti come lo studio e il lavoro. È quello che sta avvenendo in Europa. Da quel l’11 settembre 2001 nulla è stato più uguale alla vita che avevamo vissuto sino ad allora e ancora oggi stiamo pagando le conseguenze di quell’attacco all’America. Sono stati fatti tanti errori, tra questi la scellerata guerra di Bush all’Iraq costruita sulla bugia che Saddam possedeva armi di distruzione di massa che in realtà non esistevano. Una guerra che ha spaccato, l’Europa è che invece di combattere il terrorismo ne ha fatto nascere di nuovo. L’Isis nasce proprio come conseguenza dello smantellamento del regime di Saddam e della componente sunnita che governava il paese con il pugno di ferro. Ancora oggi l’Isis non è stato del tutto sconfitto, smembrato e indebolito si nasconde nelle pieghe di Stati instabili tra Africa e Afghanistan. 25 anni sono una generazione. Mi è capitato di parlare dell’11 settembre in un liceo e mi sono resa conto che gli studenti e le studentesse che avevo di fronte non erano nemmeno nati quando è accaduto.Ne avevano sentito parlare,come io sentivo mio nonno raccontare delle sofferenze patite in guerra e lo guardavo un po’ annoiata. È a queste generazioni di giovani che dobbiamo parlare, perchè ora che la guerra infuria nel cuore dell’Europa e in Medio Oriente,è importante che capiscano che una volta il nostro mondo era migliore.C’è stato un periodo di pace dopo la seconda guerra mondiale quando le nazioni uscite da un conflitto che aveva fatto milioni di morti, si erano ripromesse che non sarebbe più successo. Avevano ricostruito un ordine mondiale con istituzioni che dovevano vigilare sulle tensioni tra Stati per evitare nuovi conflitti. La nostra vita per un po’ di anni è stata serena, ma poi c’è stato un risveglio brusco e abbiamo smarrito la strada. Soprattutto l’ America non si è più ripresa da quel l’11 settembre
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