35 anni, come mamma Lea. Denise ha vissuto tanto quanto lei con una fine tragica, come la sua.
La storia di Denise Cosco ricorda tanto quella di Giuseppe Francese. Il figlio di Mario si tolse la vita dopo aver dato giustizia al padre. In quel caso, come in questo, dovremmo avere il coraggio di guardare la realtà in faccia: la mafia uccide in tanti modi. Con Mario Francese e con Lea Garofalo con il piombo dei proiettili, con Denise e Giuseppe con la fatica della sofferenza.
Enza Rando, suo avvocato nel processo per la morte della madre, racconta:
“Al processo per il suo omicidio sono stata l’avvocata di Denise: un percorso drammatico in cui l’ho sostenuta e accompagnata per tanti anni in questa battaglia di verità e giustizia. Con Denise ho conosciuto il coraggio straordinario di una giovane donna, una forza immensa che ha lottato fino in fondo. Tuttavia ha portato sulle spalle un peso inumano: il dolore della perdita, il vuoto di domande che non troveranno mai risposta e i mostri interiori con cui chi resta è costretto a convivere ogni giorno. I figli delle vittime di mafia sono doppiamente vittime: spogliati dei loro affetti, strappati alle proprie radici e costretti a ricostruirsi un’esistenza sotto un’altra identità, lontani dai propri luoghi e dentro vite che non si sono scelti”.
Le mafie uccidono, provocano sofferenze difficili da comprendere se non le si vivono.
