C’è un limite oltre il quale l’ossessione ideologica cessa di essere propaganda e si trasforma in un’aggressione aperta alle garanzie democratiche e alla sovranità dei diritti digitali. La decisione del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti di inserire il collettivo italiano Autistici/Inventati nella lista dei terroristi globali (SDGT) è un attacco senza precedenti, grave e inquietante, contro chi da venticinque anni difende la libertà di comunicazione e l’autodifesa tecnologica nel nostro Paese.
Nato nel 2001 sulle ceneri del movimento altermondialista, il collettivo A/I ha costruito negli anni un presidio di civiltà: server indipendenti, caselle mail cifrate, spazi telematici sottratti alle logiche di controllo e profilazione delle Big Tech. Ma nella crociata della destra americana targata Donald Trump contro il fantasma degli “Antifa”, garantire la riservatezza delle comunicazioni a movimenti, studenti e associazioni d’area equivale ora a finanziare l’eversione armata. Per comprendere l’enormità e la gravità dell’operazione basta guardare i compagni di lista: A/I viene gettata nello stesso elenco che comprende organizzazioni come Hezbollah e Al-Qaeda. Siamo di fronte alla teorizzazione spietata della criminalizzazione dello strumento: non si contestano reati o atti di violenza, ma l’esistenza stessa di un’infrastruttura di rete libera e non tracciabile.
Nato nel 2001 sulle ceneri del movimento altermondialista, il collettivo A/I ha costruito negli anni un presidio di civiltà: server indipendenti, caselle mail cifrate, spazi telematici sottratti alle logiche di controllo e profilazione delle Big Tech. Ma nella crociata della destra americana targata Donald Trump contro il fantasma degli “Antifa”, garantire la riservatezza delle comunicazioni a movimenti, studenti e associazioni d’area equivale ora a finanziare l’eversione armata. Per comprendere l’enormità e la gravità dell’operazione basta guardare i compagni di lista: A/I viene gettata nello stesso elenco che comprende organizzazioni come Hezbollah e Al-Qaeda. Siamo di fronte alla teorizzazione spietata della criminalizzazione dello strumento: non si contestano reati o atti di violenza, ma l’esistenza stessa di un’infrastruttura di rete libera e non tracciabile.
L’effetto di questo strappo si è tradotto nell’oscuramento e nella scomparsa del sito principale, trasformando la minaccia in una censura di fatto. Ma la risposta non si è fatta attendere: a riprova di un quarto di secolo di pratica dell’autodifesa digitale, il collettivo sta riorganizzando la propria presenza su nodi e canali alternativi — come il dominio inventati.org e il profilo Mastodon @cavallette —, offrendo un primo approdo di resistenza telematica alle migliaia di utenti e realtà sociali rimaste colpite dal blackout.
In Italia, in Europa e nel resto del mondo democratico, l’antifascismo non è una sigla eversiva da inserire nelle liste di proscrizione di Washington, ma il baluardo di tutti i diritti da difendere. L’antifascismo è il pilastro fondativo della nostra civiltà giuridica, l’ossatura morale su cui poggia la Carta costituzionale e la matrice di ogni libertà politica. Derubricare questa operazione a “robetta” significa chiudere gli occhi davanti a un’ingerenza che finisce per marchiare oggi come criminale chi garantisce il diritto alla privacy e domani chissà.
Di fronte a uno strappo di questa gravità, la domanda si sposta dritto nel cuore di Roma e di Bruxelles: cosa intendono fare le nostre istituzioni per tutelare un’associazione che opera da un quarto di secolo nel nostro territorio? Quale voce alzerà il governo per impedire che l’agibilità digitale e la memoria antifascista del Paese vengano consegnate alle liste di proscrizione di uno Stato estero? Il silenzio della politica di fronte alla terra bruciata decretata contro Autistici/Inventati è la più intollerabile delle rese.
Di fronte a uno strappo di questa gravità, la domanda si sposta dritto nel cuore di Roma e di Bruxelles: cosa intendono fare le nostre istituzioni per tutelare un’associazione che opera da un quarto di secolo nel nostro territorio? Quale voce alzerà il governo per impedire che l’agibilità digitale e la memoria antifascista del Paese vengano consegnate alle liste di proscrizione di uno Stato estero? Il silenzio della politica di fronte alla terra bruciata decretata contro Autistici/Inventati è la più intollerabile delle rese.
