”L’AD che ha rivendicato come un successo la perdita di pubblico di Rai3 infligge oggi un colpo durissimo a una delle trasmissioni d’inchiesta più importanti e seguite del servizio pubblico. Una decisione che colpisce uno dei programmi di approfondimento che, negli anni, ha garantito alla Rai risultati rilevanti sia in termini di ascolti sia di raccolta pubblicitaria”. Lo scrivono in una nota Alessandro di Majo, Davide Di Pietro, Roberto Natale, Consiglieri di amministrazione Rai. ”Non intendiamo entrare nel merito dei nomi scelti per la nuova conduzione, né trasformare questa vicenda in un giudizio sulle persone. Il punto, per noi, rimane quello che abbiamo posto nelle scorse settimane: quali siano le ragioni concrete ed adeguatamente motivate che hanno portato alla rimozione di Sigfrido Ranucci. Se l’azienda non è stata in grado di dimostrare un’influenza di Walter Lavitola sui temi e sui contenuti di Report, non si comprende su quali elementi sostanziali e verificabili si fondi la decisione assunta. E se tali elementi non esistono, diventa inevitabile registrare l’aderenza aziendale alle richieste di una parte politica. L’AD si è assunto una responsabilità molto grave: quella di interrompere, senza ragioni che ad oggi ci risultino adeguatamente dimostrate, una storia aziendale e professionale di grande successo, mettendo in discussione un gruppo di lavoro che ha contribuito per anni alla credibilità e alla riconoscibilità del servizio pubblico. Una decisione che, oltre a provocare evidenti tensioni all’interno di Report, rischia di esporre la Rai anche a possibili contenziosi e responsabilità in sede giudiziaria. Per questo riteniamo che quanto sta accadendo rappresenti un grave errore strategico ed editoriale, oltre che un atto di profondo autolesionismo per il servizio pubblico. Si indebolisce una delle realtà giornalistiche più riconoscibili della Rai e, con essa, la capacità dell’azienda di parlare ad un pubblico ampio e trasversale in tutto il Paese. Resta inteso che ci dissociamo da ogni conseguenza, legale ed economica, che potrà provocare questa scelta dissennata, adottata senza il minimo coinvolgimento del CdA”.
“Purtroppo era già scritto perché la destra ha ottenuto esattamente quello che era il suo obiettivo: dopo anni di attacchi e di querele a Ranucci e a una trasmissione ritenuta scomoda come Report, arrivano oggi all’obiettivo di farla saltare”, attacca la segretaria dem Elly Schlein.
Mentre per il senatore dem Walter Verini, “la destra colpisce Ranucci per vendetta contro il giornalismo d’inchiesta”.
“Aver fatto fuori Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report era un obiettivo di questo governo e oggi lo hanno portato a termine. Non abbiamo nulla contro i giornalisti indicati per la conduzione, ma queste modalità rappresentano un vero e proprio golpe. Non solo si fa fuori quello che fino a prova contraria resta una vittima, ma non c’è stato alcun reale coinvolgimento della redazione. L’Italia ripiomba nei tempi bui dell’editto bulgaro di Berlusconi con quello che possiamo definire ‘Editto Meloni'”. Lo afferma la senatrice M5s Barbara Floridia, ex presidente della commissione di Vigilanza Rai. “TeleMeloni ha toccato il fondo più basso del suo servilismo. Da oggi quando la maggioranza verrà a parlarci di ricostituire la commissione di Vigilanza, le nostre barricate saranno ancora più alte. Nessun dialogo con chi ha messo in piedi e portato a termine questa operazione brutale, autoritaria e fascista”, conclude Floridia.
“La decisione di estromettere Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report è gravissima”. Lo scrive Nicola Fratoianni. “La Rai punisce la vittima di un attentato, che è e rimane tale fino a prova contraria, e allo stesso tempo colpisce un caposaldo del servizio pubblico, uno dei pochi programmi che ancora fanno giornalismo d’inchiesta, libero e indipendente. Ed è proprio questo il motivo per cui lo colpiscono. Per di più in questa decisione assurda non c’è stato alcun coinvolgimento della redazione, che dopo aver appreso la decisione dalla stampa è ora pronta ad abbandonare in blocco il programma se la RAI non tornerà sui suoi passi. Chiunque ha capito cosa sta accadendo.
La destra ha strumentalizzato l’attentato subito da Ranucci per demolire Report, un programma troppo scomodo per Telemeloni. Una vendetta.Quella di oggi è una pessima pagina per la libertà di stampa e informazione.
A Ranucci tutta la nostra solidarietà”.
