Giornalismo sotto attacco in Italia

Perdiamo due pilastri dell’orgoglio democratico ed antifascista: Francesco Guccini e Stefano Marcelli

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Se potesse leggere quel che sto per scrivere me ne direbbe di tutti i colori, ma con l’affetto che per un breve periodo professionale ci ha uniti nelle diverse esperienze vissute insieme sia a Fiesole, sia a Roma come dirigenti dell’UsigRai.

Nello stesso giorno perdiamo due pilastri dell’orgoglio democratico ed antifascista: Francesco Guccini e Stefano Marcelli. Accomunati dall’impegno politico, dalla passione, dal rifiuto di qualunque possibile compromesso.

Stefano non cantava e non suonava, ma aveva modi decisi per far sentire la sua voce autorevole quando si trattava di difesa dei diritti dei lavoratori, di autonomia e indipendenza della Rai dal potere politico, di qualità dell’informazione. Lo aveva dimostrato facendo l’inviato, l’aveva confermato da caporedattore della sede Toscana della Rai. E aveva custodito gelosamente la sua autonomia di giudizio ad ogni tavolo di confronto con i dirigenti aziendali

Uno dei fondatori della scuola di giornalismo di Fiesole ne fu per anni un trascinatore mantenendo una ferrea alleanza con Beppe Giulietti che quella scuola ideò e seppe aprire a tutta Italia coinvolgendo significative menti del giornalismo democratico italiano.

Personalità molto forte ha saputo costruire intorno a sé una splendida famiglia e amicizie solidissime.

Una di queste ha accomunato Stefano, me e Agostino Zappia, collega di Milano. Convocati a Roma per incontri con l’azienda, avevamo dapprima riunioni in sindacato per decidere che linea tenere nei con i dirigenti. Poi, spesso l’indomani mattina la convocazione, allora in viale Mazzini.

Sempre attento, mai accondiscendente, levava alta la sua protesta se alcune impostazioni non lo convincevano. Finita la riunione sindacale, da sempre fissato con la necessità di camminare, convincevo i recalcitranti Stefano e Agostino a seguirmi assicurandoli che nei tragitti avremmo continuato a discutere per preparare l’incontro dell’indomani. Alla fine sfiancati nel fisico, eravamo rinfrancati nell’esserci chiariti le idee.

Un burbero benefico e generoso, sempre leale, divertente, con un affetto privo di smancerie ma prontissimo ad esserci nelle necessità. Ciao carissimo Stefano. Anche a nome di Agostino.


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