Free Assange Italia, insieme ad Anppia, Zona libera, Schierarsi, Articolo 21 e Centro Studi Italia Cuba, promuove una manifestazione pubblica l’8 agosto davanti alla sede RAI di Torino, in via Verdi, per chiedere il ripristino delle repliche di Report e per esprimere piena solidarietà alla redazione e al suo conduttore, Sigfrido Ranucci.
Le repliche di Report non sono un semplice spazio televisivo: rappresentano uno strumento fondamentale affinché un numero sempre maggiore di cittadini possa accedere a un giornalismo d’inchiesta rigoroso, documentato e indipendente. Sopprimerle significa limitare la diffusione di un patrimonio informativo costruito in quasi trent’anni di lavoro al servizio dell’interesse pubblico.
Le motivazioni addotte dalla RAI per giustificare questa decisione appaiono del tutto insufficienti e inadeguate rispetto al valore che Report rappresenta per il servizio pubblico. Non siamo di fronte a una normale scelta di programmazione, ma a un provvedimento che colpisce uno dei più autorevoli esempi di giornalismo investigativo della televisione italiana. È una decisione grave, che rischia di aprire la strada a un progressivo ridimensionamento degli spazi dedicati all’informazione d’inchiesta, proprio nel servizio pubblico che dovrebbe invece proteggerla e valorizzarla. Da quasi trent’anni Report svolge una funzione insostituibile di controllo democratico, raccontando con rigore fatti che troppo spesso altri ignorano o preferiscono non affrontare. Le recenti inchieste sul cantiere Vittoria e sulle cosiddette “piste nere” si aggiungono a una lunga storia di servizi che hanno fatto emergere responsabilità, sprechi, corruzione, intrecci di potere, criminalità economica e vicende di straordinario interesse pubblico.
Indebolire Report significa indebolire il diritto dei cittadini a conoscere i fatti. Il rischio non è remoto: è concreto. Ogni spazio sottratto al giornalismo d’inchiesta rende più fragile il pluralismo dell’informazione e più debole la capacità della democrazia di controllare il potere.
Per Free Assange Italia, questa manifestazione assume anche un valore profondamente simbolico.
La vicenda di Julian Assange ha dimostrato al mondo quanto possa essere alto il prezzo pagato da chi rende pubbliche informazioni di interesse generale. Dopo anni di persecuzione giudiziaria e detenzione, l’attività editoriale di WikiLeaks si è sostanzialmente arrestata, pur rimanendo il sito consultabile come archivio. È la dimostrazione che non occorre chiudere un giornale o oscurare un sito per limitare la circolazione delle informazioni: è sufficiente colpire chi le produce e chi le rende accessibili ai cittadini.
Naturalmente le vicende di Assange e di Report sono profondamente diverse. Ma il principio che le unisce è lo stesso: una democrazia si indebolisce ogni volta che vengono ridotti gli spazi dell’informazione libera, scomoda e indipendente.
L’articolo 21 della Costituzione non tutela soltanto la libertà di espressione dei giornalisti: tutela il diritto di ogni cittadino a essere informato. Senza un’informazione libera non esiste una partecipazione democratica consapevole. Per questo difendere il giornalismo d’inchiesta significa difendere la Costituzione.
Invitiamo tutte le cittadine e tutti i cittadini, le associazioni, i giornalisti, il mondo della cultura e chiunque creda nel valore del servizio pubblico a partecipare numerosi.
Sabato 8 agosto – ore 10, davanti alla sede RAI – Via Verdi, Torino
Non possiamo restare in silenzio mentre viene colpito uno dei più importanti strumenti di informazione del nostro Paese.
Difendere Report significa difendere il diritto dei cittadini a conoscere la verità.
Difendere Sigfrido Ranucci e la sua redazione significa difendere il giornalismo d’inchiesta.
Difendere l’articolo 21 della Costituzione significa difendere la democrazia. L’informazione libera non è una concessione del potere: è un diritto dei cittadini. E i diritti si difendono. L’8 agosto saremo davanti alla RAI per ricordarlo a tutti.
