Prima l’economia e un sistema clientelare li costringe ad andare via, poi la politica vieta loro di esprimersi agli appuntamenti elettorali. La sorte di milioni di studenti e lavoratori (moltissimi under 35) è questa ed è stata appena validata sul piano della legittimità in vista del prossimo referendum sula giustizia. Chi vorrà esercitare il diritto al voto dovrà rientrare nella città, spesso piccolo centro del sud, mettendo in conto il costo del viaggio e i permessi di lavoro da chiedere.
The Good Lobby Italia si è occupata molto della lesione democratica subita dai cosiddetti fuorisede e all’esito della sentenza del Tribunale amministrativo ha messo in rete un primo commento su quanto sia deleteria e anacronistica la situazione venutasi a creare. Una contraddizione e un ritorno al passato che pone l’Italia, anche in questo caso, agli ultimissimi posti in Europa quanto a garanzie democratiche.
“La politica italiana fa un passo indietro sul voto fuorisede. – si legge nell’intervento di The Good Lobby Italia – Durante la discussione in Parlamento del DL Elezioni per il referendum sulla giustizia, la Maggioranza ha deciso di bocciare tutti gli emendamenti che prevedevano di inserire il voto fuorisede. Una decisione grave e del tutto ingiustificata dal momento che è già stato permesso di votare a distanza sia alle Europee 2024 che ai Referendum del 2025. Cos’è cambiato nel frattempo? Quali insormontabili “problemi tecnici” lo rendono improvvisamente impossibile? Secondo quanto riporta Public Policy, il Governo avrebbe spiegato che ci sarebbero problemi di natura tecnica legati alle tempistiche ristrette e ha dato parere contrario. Intanto 5 milioni di cittadine e cittadini italiani rischiano di non votare se non spendendo soldi per viaggiare, chiedendo permessi lavorativi o saltando lezioni universitarie solo per poter esercitare un diritto fondamentale. Ciò che è certo è che noi di The Good Lobby Italia, insieme a Will Media e tutta la Rete Voto Fuorisede, continueremo a lottare fino a quando il voto fuorisede non sarà più un’opzione a discrezione dei parlamentari, ma garantito per legge. Il Senato deve approvare immediatamente la legge di iniziativa popolare che abbiamo ufficialmente presentato nelle scorse settimane. Il diritto di voto va garantito a ogni cittadino, senza barriere economiche o logistiche. Continuate a seguirci per restare aggiornati. Torneremo a farci sentire presto, più forte che mai!”.
«La bocciatura degli emendamenti che permettevano il voto ai fuori sede lascia semplicemente interdetti. Si è permesso di votare in occasione della precedente tornata referendaria, pur con tutti i limiti già a suo tempo denunciati, e ora saltano fuori “problemi tecnici”. Con questo voto il nostro Paese mantiene il suo triste primato al pari di Malta e Cipro. Primato nel non permettere il libero voto ai fuorisede. Quali sono le motivazioni che hanno portato a questa scelta? Il Governo lo motivi a quasi 5 milioni di italiani» ha commentato Yari Russo, campaigner di The Good Lobby.
