“The Father – Nulla è come sembra”

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Un film che affronta un tema importante e profondo, con un tatto, con una delicatezza tale da avvicinare lo spettatore ad una condizione degenerativa della vita con atteggiamento partecipativo, quasi di aiuto, mai di distacco.

Chi di noi non ha assistito nella propria vita al depauperamento neuronale di un congiunto, di un amico? Ebbene, “The father – Nulla è come sembra”, il film di Florian Zeller, avente come protagonisti dei mostri sacri del cinema del calibro di Sir Anthony Hopkins e Olivia Colman, affronta proprio questo tema, quello del lento e inesorabile declino delle capacità di memoria, di pensiero, in chi è affetto dal morbo di Alzheimer. Ma lo fa in punta di piedi, in maniera elegante e coinvolgente; in cui lo spettatore è partecipe delle emozioni, dei turbamenti, che Anthony, il nostro protagonista, prova nell’affrontare una malattia a lui sconosciuta e che si ostina a rifiutare con tutte le sue forze: una lotta impari! desinata a sicuro insuccesso!

Un’opera molto attesa dai cinefili, con la recente apertura delle sale cinematografiche, che non ha deluso. Tutt’altro! D’altronde, il film è la trasposizione sul grande schermo della pluripremiata pièce teatrale, “Le Père”, scritta dallo stesso regista Florian Zeller nel 2012.

Il film, distribuito in Italia da BiM  – nelle sale cinematografiche dal 20 maggio scorso in lingua originale (è stato girato a Londra) e dal 27 maggio in versione italiana – è stato premiato all’Academy Award 2021 con due statuette: al miglior attore protagonista, Sir Anthony Hopkins, e alla migliore sceneggiatura non originale, scritta a quattro mani dallo stesso Florian Zeller e da Christopher Hampton. Un’interpretazione, quella di Sir Hopkins, a dir poco, magistrale. La migliore, a nostro avviso, di questo magnifico attore ottantatreenne con all’attivo una carriera sessantennale costellata da importantissimi successi; suo anche il premio Oscar come migliore attore nel 1992, nella parte di Hannibal Lecter, nel film “Il silenzio degli innocenti”. Hopkins è anche un ottimo pittore e musicista.

Strepitosa anche la prova attoriale della Colman, anche lei già premiata nel 2018 con la preziosa statuetta all’Academy Award come migliore attrice, per il film “The Favourite”. Completano il cast del film: Mark Gatiss, Imogen Poots, Rufus Sewell e Olivia Williams.

Anthony ha da poco superato gli ottant’anni e vive da solo in uno grande appartamento a Londra. Ad accudirlo, amorevolmente, l’unica figlia rimastole: Anne. Dell’altra figlia, Lucy, la sua prediletta, non ha notizie da tempo (forse perché’ deceduta a seguito di un incidente di cui non ha memoria). Ma i rapporti tra i due subiranno un’improvvisa caduta con la decisione di Anne di trasferirsi, a breve, a Parigi, con il suo nuovo compagno, conosciuto di recente.

Alla notizia, il timore dell’allontanamento della figlia sembra far vacillare le sicurezze, solo apparenti, di Anthony. D’altro canto, Anne non vuole lasciare solo il padre senza una badante affidabile e sicura che se ne occupi a tempo pieno durante la sua assenza; ma anche questa si presenta come un’impresa impossibile giacché sino a quel momento qualsiasi tentativo di metterle accanto una persona è risultata vana.

Ed è così che la malattia di Anthony sembra galoppare velocemente verso un punto di non ritorno. Nella sua mente i piani di lettura delle medesime situazioni iniziano a sovrapporsi, a sostituirsi gli uni con gli altri. Egli assiste così, impotente, allo sbriciolamento delle proprie certezze. Anche l’appartamento in cui vive, sino ad allora suo punto di riferimento, diventa motivo di ansia, di preoccupazione, di insicurezza: di chi è in realtà la casa che sino ad allora considerava sua? Anthony si ritroverà ben presto smarrito, perso, in un labirinto dal quale non sembra poter uscire. Chi è l’estraneo che sembra piombargli in casa inaspettatamente e che dice di essere Paul, il marito da 10 anni di Anne? Ma Anne non aveva divorziato qualche anno prima?

Insomma, una serie di stati emotivi contrastanti quelli di Anthony, i quali vengono resi evidenti, palpabili allo spettatore, da una mimica facciale del protagonista a dir poco straordinaria. Unica!

The Father è un film molto bello, arricchito da una colonna sonora di primo ordine, affidata a Ludovico Einaudi, con sei pezzi tratti dal suo “Seven Days Walking”.  Il regista ha dichiarato in una recente intervista che: “Il motivo per cui volevo lavorare con Einaudi è il modo in cui usava i violini. Volevo avere un filo d’oro simile ad un violino per tutto “The Father”. Crediamo che ci sia riuscito!

Un film che affronta un tema importante e profondo, con un tatto, con una delicatezza tale da avvicinare lo spettatore ad una condizione degenerativa della vita con atteggiamento partecipativo, quasi di aiuto, mai di distacco.


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