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Vertenza Whirlpool, Insinna e Soumahoro a Napoli per portare solidarietà ai lavoratori

 

Un gesto di vicinanza e di solidarietà che ancora una volta vede insieme Flavio Insinna e Aboubakar Soumahoro, leader del movimento per i diritti dei braccianti.
L’attore e presentatore Rai e il sindacalista hanno partecipato all’incontro dei lavoratori dello stabilimento della Whirlpool di Napoli per portare il loro sostegno alla causa dei dipendenti della fabbrica la cui chiusura è prevista per il prossimo 31 ottobre. All’incontro hanno partecipato anche i volontari della “Fattoria dei sogni”, che gestiscono terre confiscate alla camorra coltivando e vendendo quanto prodotto e dando  lavoro a persone con problemi e in difficoltà, dai disabili agli ex detenuti.
Permane, intanto, lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti italiani dell’azienda, che sfocerà nello sciopero del 22 ottobre, in concomitanza del tavolo convocato dal Mise per cercare una soluzione condivisa prima della data dell’annunciata chiusura.

Nei giorni scorsi era stato dato
il via libera dal ministero del Lavoro alla cassa integrazione straordinaria per cessazione per i 407 lavoratori della ex Embraco.
Un anno a partire dal 23 luglio, dunque retroattivo, per coprire il periodo che ha segnato il fallimento della Ventures, società che aveva rilevato l’azienda di Riva di Chieri. La decisione era stata comunicata nel corso di una teleconferenza organizzata dallo stesso ministero in seguito alle richieste dei sindacati e al tavolo di inizio agosto, quando la sottosegretaria al Mise Alessandra Todde aveva promesso a Torino che la cassa integrazione sarebbe arrivata subito.
“La priorità è stata confermare la copertura economica e gli ammortizzatori sociali per tutelare tutti i lavoratori”, aveva sottolineato la Todde, spiegando che la cassa integrazione straordinaria per cessazione era “già autorizzata”. La formalizzazione del ministero del Lavoro è arrivata, come reso noto da Fim, Fiom e Uilm di Torino, secondo cui nell’incontro al ministero si è anche convenuto “di attivare un percorso di politiche attive per il lavoro, con la richiesta di autorizzazione all’Anpal degli assegni di ricollocazione”.
Nel 2018 la Whirlpool, ex proprietaria dell’Embraco aveva deciso di delocalizzare la produzione, licenziando 517 lavoratori. Il progetto di Ventures era stato scelto dal Mise, allora guidato da Carlo Calenda, per la reindustrializzazione. Che, però, non è mai avvenuta. L’inizio della produzione di robot pulitori di pannelli fotovoltaici era previsto da gennaio 2019, ma non è mai partita. Nel frattempo, i macchinari dell’ex Embraco sono stati smantellati e i lavoratori rientrati sono stati impiegati solo per la ristrutturazione dell’immobile. Situazione che ha portato il Tribunale di Torino a decretare il fallimento della Ventures, lo scorso 23 luglio. Nonostante la cassa integrazione, il futuro dei 407 lavoratori ex Embraco resta in dubbio.
Con il governo anche Invitalia continuerà a lavorare ad una soluzione. E per assorbire una parte dei dipendenti si valuteranno anche le proposte degli imprenditori locali.
L’amara conclusione di questa vertenza, la chiusura dello stabilimento di Napoli, sono una sconfitta per lo Stato.
La speranza è che nell’incontro del 22 ottobre al Mise il governo si presenti con una soluzione definitiva, che non può e non deve essere uno ‘spezzatino’, con la collocazione dei lavoratori in più aziende.
Dopo oltre un anno di mancato intervento del governo ora il tempo è scaduto, deve portare al tavolo una vera soluzione per tutti i 350 lavoratori diretto e le centinaia dell’indotto.

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