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Fvg. Ordine e Assostampa restituiscono il “tesserino” professionale ai giornalisti triestini ebrei

 
La memoria va coltivata, anche con piccoli gesti simbolici, soprattutto in un momento storico in cui le parole e le pratiche di odio e violenza stanno drammaticamente riacquistando vigore. Dimostrando che i drammi e gli orrori del Novecento non sono bastati a vaccinarci tutti da “mali assoluti” come il razzismo, il fascismo, l’antisemitismo.
Per questo l’Ordine dei giornalisti e l’Assostampa Fvg hanno idealmente restituito il “tesserino” professionale ai giornalisti triestini ebrei cui era stato tolto oltre ottant’anni fa dal fascismo: Massimo Della Pergola, Ida Finzi, Federico Levi, Edvige Levi Guanalachi, Vito Levi, Alice Pincherle, Aldo Cassuto, Mario Bolaffio, Isacco Kleim…
La cerimonia si è tenuta a Trieste, due anni dopo la consegna del San Giusto d’oro 2018 alla Comunità Ebraica cittadina. È avvenuto in una data simbolica, perché proprio il 18 settembre del 1938 Mussolini, capo del fascismo, proprio a Trieste, in un comizio in piazza dell’Unità, annunciò il varo delle leggi razziali che tante vittime provocarono nella folta comunità ebraica triestina: era il via alle persecuzioni, sfociate nei campi di concentramento e di sterminio, d’intesa con Hitler. L’inizio di tutti gli orrori, i drammi, le tragedie del Novecento, che nel Nordest italiano hanno lasciato una lunga scia di sangue e lutti.
Alla cerimonia, introdotta dal presidente del Circolo della stampa Pierluigi Sabatti, oltre al presidente dell’Ordine dei Giornalisti regionale, Cristiano Degano, e a chi scrive, in rappresentanza del Sindacato dei giornalisti regionale, ha partecipato fra gli altri Luciano Ceschia, già segretario generale della Fnsi, oggi presidente onorario di Assostampa Fvg, che quel giorno del 1938, in piazza Unità, era un bimbetto in braccio alla madre. “È il primo ricordo della mia vita”, ha detto Ceschia.
Con lui il sindaco di Trieste Dipiazza, il rabbino Meloni ed esponenti del mondo ebraico, la preside Militello con la prof. Benussi a alcuni allievi del liceo Petrarca di Trieste, artefici della mostra “Razzismo in cattedra” e del documentario “1938 Vita amara” (che è stato proiettato a chiusura dell’incontro), il direttore di Pagine Ebraiche Guido Vitale.
Enrico Serventi Longhi, docente di Storia alla Sapienza di Roma, al quale si deve la ricerca negli archivi della Fondazione Murialdi sulle epurazioni della categoria, ha tenuto una brillante lectio magistralis sul tema.

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