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Turchia, attivista e avvocato muore dopo 238 di sciopero della fame. È la quarta vittima dell’estrema protesta

 

Dopo Ibrahim Gokcek, 39 anni, morto dopo 323 giorni di sciopero della fame, Helin Bolek, 288 giorni a digiuno arrivata a pesare 33 chili e Mustafa Kocak, 297 giorni senza cibo in solidarietà con la band Group Yorum, entrambi non avevano neanche trent ‘ anni, a perdere la vita nello stesso tragico modo l ‘avvocato Ebru Timtik, spirata dopo 238 giorni di sofferenze e privaioni.
Dallo scorso gennaio aveva deciso di avviare la drammatica forma di protesta per rivendicare il diritto a un processo equo e per chiedere condizioni di detenzioni dignitose. La Timtik era stata condannata a più di 13 anni di carcere nel 2019.
Quarantatré anni, curda, era stata accusata di appartenere a un’organizzazione terroristica per aver difeso i membri del Partito Democratico dei Popoli (HDP).
Sul suo caso e quello di un altro avvocato, anch’egli in sciopero della fame e ricoverato in ospedale dal 30 luglio, diversi intellettuali, politici e associazioni forensi avevano espresso una ferma condanna criticando il governo turco per aver ignorato la loro drammatica protesta e la mobilitazione che si era animata per chiederne il rilascio.

A diffondere la notizia della sua morte il People’s Law Bureau poco dopo le 21 di ieri attraverso il proprio profilo Twitter. Circa mezz’ora prima il cuore di Ebru si era fermato e i medici avevano tentato di rianimarla con un massaggio cardiaco. Ma ormai non c’era più nulla da fare. Era troppo indebolita, ormai ridotta a uno scheletro di nemmeno 30 chili.
Preoccupanti anche le condizioni di Aytaç Ünsal, il collega che insieme a lei aveva iniziato il digiuno. Entrambi erano stati trasferiti in ospedale dopo che il tribunale si era rifiutato di rilasciarli nonostante un rapporto dell’Istituto di medicina legale affermasse che “non erano in uno stato adeguato per rimanere in prigione”.
Le condizioni di Timtik erano precipitate negli ultimi giorni al punto che “poteva solo sorseggiare acqua da una siringa”, aveva detto ieri l’avvocato e amico Betül Vangölü-Kozağaçlı.
Nel processo alla Proggrssive Lawyers ‘Association (ÇHD), di cui Ebru era una rappresentante di primo piano, era stata condannata a 13 anni e 6 mesi di carcere per reati “legati al terrorismo” sulla base delle dichiarazioni di un testimone, che in seguito aveva affermato che la sua testimonianza non doveva essere presa in considerazione a causa delle sue condizioni mentali.
Insieme a Timtik, il tribunale aveva condannato altri 18 avvocati di ÇHD per un totale di 159 anni di prigione.
La corte d’appello, che ha confermato le sentenze nell’ottobre 2019 aveva emesso il verdetto senza esaminare il ricorso dei legali degli imputati.
Dopo questa sentenza, Timtik e Ünsal avevano iniziato lo sciopero della fame rispettivamente il 2 gennaio e il 2 febbraio.
Un’azione estrema per chiedere giustizia che ha portato Ebru alla morte e sta uccidendo lentamente il suo compagno di lotta, che non ha intenzione di fermare la sua tragica battaglia.

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