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I sodali di Berlusconi tentano il lifting alla reputazione

 
B la vittima di un complotto giudiziario: il lifting alla reputazione del cavaliere lo tentano i suoi sodali, tirando fuori un’intercettazione privata (e quindi illegale) del giudice Amedeo Franco, che si sfoga per le pressioni subite affinché il Povero Silvio (PS) fosse condannato per frode fiscale per 368 milioni di dollari. Uno dice: pazienza, si sa che in politica, soprattutto quando c’è da soccorrere un miliardario, i gesti di generosità abbondano. Ma qui gli amici del PS rilanciano e avviano una raccolta firme affinché l’uomo che parlava alla mafia, che la pagava con tanto di stalliere in casa, venga santificato con la nomina di senatore a vita.
Ora, finché si fa folclore politico, purtroppo non ci si meraviglia più di nulla. Ma violentare una sentenza passata in giudicato ad uso politico è un’azione eversiva, che va smascherata e denunciata. Ci penserà il giudice Esposito, presidente del collegio giudicante, che ha chiesto di essere ascoltato dai giudici europei, proprio quelli a cui si sono appellati di difensori di PS. Una mossa non prevista dai suoi astuti consiglieri, che rischia di trasformare in un boomerang la loro ansia di beatificazione del PS.

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