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A questo “mestiere puro e artigianale”. Le parole ancora attuali di Walter Tobagi e l’omaggio dell’Alg. Intervista a Paolo Perucchini

 

“Sai, sono seduto alla scrivania che è stata anche la sua, di Walter, e sono imbarazzato, investito dalla responsabilità di fare bene e credere in questa professione nel modo in cui ci credo ma pure nel modo in cui ci credeva lui”. E’ in questa frase sentimentale il senso di ciò che l’Associazione Lombarda dei Giornalisti sta provando nelle ore che precedono il quarantesimo anniversario dalla morte di Walter Tobagi. Milano è una città in difficoltà, provata dal coronavirus. Paolo Perucchini, il Presidente di Alg, giovedì mattina, con le dovute precauzioni che questo tempo impone, sarà tra i pochi che deporranno una corona sul luogo in cui Walter Tobagi fu ucciso dai terroristi il 28 maggio del 1980 e in queste ore ci sta pensando a quella cerimonia che sarà semplice, certamente breve, ma oltremodo significativa per l’eredità e il messaggio attuale che Tobagi ha lasciato.
Sarà una commemorazione diversa perché è impossibile fare altrimenti, però sappiamo che Alg vuole riproporre i temi sindacali e giornalistici affrontati da Walter, un modo pragmatico per ricordarlo.
“Sì, è così. E l’aspetto straordinario è che i temi di cui si occupava Walter Tobagi sono attualissimi. Se andiamo a rileggere i suoi pezzi potremmo pensare che siano stati scritti ieri. – dice Perucchini – C’è da dire che allora la politica intesa come soggetto interlocutore aveva una sua autorevolezza e i politici una caratura che oggi è introvabile. I tempi però sono assai simili. Basti pensare al rapporto dei giornalisti con le fonti, quello tra informazione e giustizia, un tema caldissimo in questo momento, e la necessità di garantire un reddito che renda il giornalista indipendente, oppure la sostenibilità della nostra previdenza. Ecco, quando faccio i paragoni tra i temi di allora e quelli di oggi mi chiedo se il tempo si sia fermato o se questo tipo di problemi si riproponga ciclicamente e dunque ci risiamo, oggi come allora. Nodi che rendono il pensiero e gli articoli di Walter Tobagi una sorta di manifesto. In qualche modo è ciò che abbiamo voluto esprimere nel numero monografico de ‘Il Giornalismo’, la storica testata della nostra associazione, e nel quale ci sono i contributi di Ferruccio De Bortoli, Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso”.
Saranno anche “riletti” i suoi articoli con un progetto molto speciale…
“Abbiamo realizzato un video artigianale nel quale alcuni articoli di Tobagi saranno letti da Daniela Ducoli e poi ci saranno contributi video di Paolo Volpati e Giuseppe Giulietti. Lo pubblicheremo la mattina del 28 maggio sul nostro sito e lo invieremo a tutte le altre associazioni regionali dei giornalisti oltre che alla Federazione della Stampa, con l’intento di offrire un contributo al ricordo di un collega che ha fatto moltissimo per la categoria e ha incarnato un modo moderato e al tempo stesso indipendente di svolgere questa professione”.
Ci sono altri progetti?
“Ne avevamo e ne abbiamo molti da attuare ‘in presenza’ come si dice oggi ma bisognerà aspettare l’evoluzione di questa emergenza sanitaria per capire se e come attuarli. Nel frattempo abbiamo proposto di installare una panchina alla memoria di Walter Tobagi nel Parco Solari che si trova nei pressi della sua abitazione; la domanda è stata inviata al sindaco e siamo certi che darà parere favorevole. Vorremmo che quella panchina diventasse non solo un simbolo della memoria di un giornalista ucciso dai terroristi bensì un luogo vivo nel quale raccontare ai giovani, con eventi dedicati, cosa ha significato per Walter essere giornalista e cosa significa per tutti noi che ci crediamo”.

“Ai maestri della filosofia facile e del sociologismo da strapazzo, ricordiamo la realtà di un mestiere che resta individuale, puro, artigianale, nonostante l’applicazione delle tecnologie più moderne… di questa realtà vera della professione giornalistica occorre tener conto”: questa è una delle frasi pronunciate nella relazione di Walter Tobagi al congresso dell’Associazione Lombarda dei giornalisti a febbraio del 1980. E sull’attualità di quella affermazione c’è poco da dire. Sono passati 40 anni. Appena ieri.

(nella foto Paolo Perucchini, Presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti)

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