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Troupe di Striscia la Notizia aggredita a pugni e sassate. La solidarietà della Fnsi

 
L’inviato Moreno Morello e quattro operatori sono stati “accolti” con il lancio di sassi e attrezzi da giardino mentre stavano realizzando un servizio su un uomo già noto ai telespettatori del Tg satirico. Solo l’arrivo dei Carabinieri ha posto fine alla violenta aggressione che si è conclusa con l’arresto di tre uomini.
«L’escalation di violenza nei confronti di giornalisti e operatori dei media durante lo svolgimento del loro lavoro ha raggiunto livelli non più tollerabili. È necessario disinnescare questo clima di odio che sempre più spesso mette nel mirino chi cerca solo di fare il proprio lavoro di informare i cittadini». Così la Federazione nazionale della Stampa italiana commenta quanto accaduto alla troupe di “Striscia la notizia” aggredita a Ceccano, vicino Frosinone, dove – come denunciato dallo stesso inviato – Moreno Morello e quattro operatori sono stati “accolti” con pugni, lanci di sassi, bastoni e attrezzi da giardino durante le riprese di un servizio su un uomo già noto ai telespettatori del Tg satirico per una presunta truffa sulle mascherine al personale dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure e per aver già minacciato Morello con una spada.

«L’inviato di Striscia, dopo aver ricevuto altre segnalazioni da cittadini raggirati, è tornato da lui per concludere l’inchiesta, ma l’uomo, questa volta supportato da due parenti, ha accolto la troupe del Tg satirico con pugni, lanci di sassi, bastoni e attrezzi da giardino», si legge sul sito web della trasmissione. «Sono stati momenti di panico. Un mio operatore è finito a terra dopo un pugno e gli aggressori hanno urlato “Ti uccido!”, ha dichiarato l’inviato.

Solo l’arrivo di cinque pattuglie dei Carabinieri ha posto fine alla violenta aggressione che si è conclusa con l’arresto dei tre uomini.

«Il sindacato dei giornalisti – conclude la Fnsi – esprime solidarietà e vicinanza a Morello e alla sua troupe e ringrazia le forze dell’ordine che sono tempestivamente intervenute per garantire l’incolumità degli operatori dei media e tutelare il diritto dei cittadini ad essere informati».

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