Libia. La Conferenza di Berlino può portare alla pace, sotto l’egida dell’Onu.

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Merkel: “contributo e un nuovo impulso al processo politico”

Di Beppe Pisa

I paesi che hanno partecipato oggi alla Conferenza di Berlino hanno convenuto su un programma completo per risolvere la crisi in Libia, ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, nel corso della conferenza stampa conclusiva della riunione tenutasi oggi nella sede della Cancelleria tedesca. “La Conferenza di Berlino ha un ruolo importante negli sforzi delle Nazioni Unite volti a risolvere la crisi”, ha detto Merkel. “Abbiamo avuto consultazioni molto intense qui a Berlino. E siamo riusciti a dare un contributo e un nuovo impulso al processo politico in Libia, per portare la pace nel paese e al popolo libico”, ha dichiarato Merkel. Secondo il cancelliere tedesco “il documento sulla Libia concordato oggi a Berlino e che dovrà essere approvato anche dal Consiglio di sicurezza dell’Onu diventerà parte del processo volto a trovare una soluzione politica alla crisi”. I rappresentanti delle parti libiche in conflitto hanno convenuto sulla necessità di formare una commissione composta di cinque rappresentanti per parte e hanno indicato i nomi delle personalità che la comporranno, ha spiegato la cancelliera. “I paesi partecipanti alla Conferenza di Berlino hanno inoltre concordato sul fatto che l’embargo sulle armi in Libia debba essere rispettato”, e “a non fornire alcun ulteriore supporto alle parti in conflitto, inteso come assistenza militare. Pertanto l’embargo e il cessate il fuoco saranno rispettati”, ha concluso Merkel.

“Tutti si sono impegnati a ritirarsi dalle interferenze negli interessi libici. E’ un principio che deve essere rispettato” ha sottolineato a sua volta il segretario generale Onu, Antonio Guterres al termine della Conferenza di Berlino. Guterres ha espresso “profonda gratitudine per Merkel e l’iniziativa di questa conferenza, il suo impegno contribuirà alla stabilità della Libia”, ha aggiunto ribadendo che “non c’è soluzione militare, lo hanno detto tutti i partecipanti. Tutti vogliamo negoziati sotto l’egida dell’Onu che portino ad una soluzione pacifica della crisi”.

La Conferenza di Berlino sulla crisi libica può dare una “spinta” per proseguire gli sforzi volti a risolvere la crisi libica, ma ora spetta al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e al Comitato di follow-up attuare quanto concordato, ha detto l’inviato delle Nazioni Unite per la Libia, Ghassan Salamé. “Abbiamo lavorato duro per arrivare qui. In questi nove mesi di guerra la missione non ha mai lasciato la Libia. La maggior parte delle missioni diplomatiche se ne sono andate, ma noi siamo rimasti e abbiamo fatto molto anche dal punto di vista umanitario, oltre che politico”, ha detto ancora Salamé. “Oggi è stato un grande giorno per darci morale e spinta per andare avanti. Credo che il Consiglio di sicurezza e il comitato di follow up saranno dalla nostra parte per attuare quanto concordato oggi”, ha detto ancora Salamé.

“Ci possiamo ritenere soddisfatti, perché comunque abbiamo compiuto passi avanti, 55 punti condivisi, che includono il cessate il fuoco, l’embargo sull’arrivo di nuove armi ed un percorso politico-istituzionale ben definito. E’ stato nominato anche il comitato militare congiunto che veglierà, monitorerà che la tregua sia rispettata, abbiamo dei passi avanti significativi” ha detto il premier Giuseppe Conte al termine della conferenza di Berlino.

Da jobsnews


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