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La scelta della professoressa Dosio ha diritto al massimo rispetto

 

La professoressa Nicoletta Dosio ha tutta la mia stima per la sua coerenza, pur non condividendo io la sua causa. Penso infatti che la grande opera  TAV serva come alternativa all’uso massivo dei tir nel movimento delle merci. Che dovrà e potrà essere contrastato – per il nefasto impatto ambientale dello smog da traffico pesante –  solo quando il trasporto su ferro potrà garantire un servizio simile a quello su gomma, per tempi, costi e volumi.

Ciò detto, credo che la scelta della professoressa Dosio abbia diritto al massimo rispetto, perché insegna che l’impegno civile ha un costo, che si deve essere disposti a sostenere fino in fondo. La sua rinuncia ai domiciliari ha una logica ineccepibile, perché porta la sua opposizione al massimo grado di attenzione sociale. In quanto costringe lo Stato ad un gesto fortemente impopolare: imprigionarla, in un contesto dove con la prescrizione la fanno franca in molti, per reati ben più gravi. Quindi, mi unisco anch’io a chi chiede la sua grazia al Presidente Mattarella; ma credo che potremmo essere tutti stupiti dall’ennesimo rifiuto della professoressa. Che sa – giustamente – che ogni giorno passato in carcere sarà per la sua causa più efficace di mille cortei. E che all’uscita della prigione – tra un anno – avrà una credibilità altissima, da mettere a servizio del suo impegno.

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