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Ara Güler, l’Occhio di Istanbul. La testimonianza fotografica di un’epoca

 

Il Museo di Roma in Trastevere apre le sue porte agli scatti di Ara Güler, uno dei più importanti fotoreporter contemporanei. Nato nel 1928 a Beyoğlu, nella parte europea di Istanbul, da genitori armeni, è stato un artista eclettico: approdato al cinema in età giovanile (frequentando i corsi di recitazione tenuti dal fondatore del teatro moderno turco,Muhsin Ertuğrul), lo abbandonò ben presto a favore del giornalismo iniziando la sua carriera come fotoreporter nel 1950, entrando nello staff del quotidiano Yeni Istanbul. A partire dagli anni ’50, venne reclutato da Henri Cartier-Bresson per l’Agenzia fotografica Magnum, una delle più importanti al mondo, diventando poi corrispondente per il vicino oriente prima per Time Life e poi per Paris Match e Stern. Ma Ara Güler è stato anche un documentarista ed uno storico, come amava definirsi.

Tra i suoi lavori più noti: “Istanbul”, una raccolta di fotografie in bianco e nero, tra gli anni ’50 e ’90, con una prefazione dell’amico Orhan Pamuk, premio nobel per la letteratura 2006. Una collaborazione questa che è testimoniata anche dagli scatti presenti nell’autobiografia di Pamuk “Istanbul: la città e i ricordi”.  D’altronde, le opere dei due artisti sono accomunate dal loro sguardo malinconico, amorevole, verso una città unica, dal passato grandioso ma irripetibile, affacciata su due continenti, crocevia di popoli. Uno sguardo, quello dei due artisti, carico di umanità.

E questo sguardo malinconico è quello che appare, da subito, al visitatore della mostra, anche quello più distratto, che si accinge ad incontrare questo artista straordinario, scomparso nel 2018, sfogliando, con gli occhi, le 45 vedute in bianco e nero dell’antica Bisanzio, in mostra dal 30 gennaio al 3 maggio 2020 al Museo di Roma in Trastevere. Ad impreziosire la mostra una sezione dedicata ai ritratti di personaggi del mondo dell’arte, della letteratura, della scienza e della politica: da Federico Fellini a Sophia Loren, da Bernardo Bertolucci ad Antonio Tabucchi, da Papa Paolo VI a Winston Churchill, a Pablo Picasso.

La tappa romana della mostra segue quelle tenutesi alla Galleria Saatchi di Londra, alla Galleria Polka a Parigi, al Tempio di Tofukuji a Kyoto e alla Alexander Hamilton Custom House di New York, per poi proseguire il proprio itinerario a Mogadiscio. La mostra è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale del Comune di Roma ed è presentata dalla Presidenza della Repubblica di Turchia in collaborazione con il Museo Ara Güler e l’Archivio e Centro di Ricerca Ara Güler. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.

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