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Volontà di chiarezza

 

Leggete i giornali, seguite i discorsi in televisione o sul web, ma soprattutto guardate le piazze. Da molti anni a questa parte  gli italiani non manifestavano con tanta determinazione un desiderio e una volontà di chiarezza. Chiarezza di programmi e comportamenti politici.

L’alternativa è barricarsi nel timore provinciale del nuovo, nella paura per il diverso, chiudersi nella diffidenza verso gli altri e verso il futuro. E pur trovandosi davanti ad una società, un ambiente, una tecnica in continua evoluzione, ostinarsi nel rifiuto di quanto appare estraneo alle tradizioni e agli affetti del proprio piccolo mondo,

OPPURE

aprirsi con fiducia al futuro e, perché no, all’utopia. O se volete arrendersi all’inevitabile cambiamento , alla solidarietà non solo teorica ma operante con chi ne ha tutto il diritto o anche soltanto bisogno.  Disporsi al dialogo e al confronto spregiudicato con idealità e persone nuove e diverse.

Diamo atto alla destra italiana e a Matteo Salvini che la guida con abilità e successo di interpretare molto bene il primo  atteggiamento. Altrettanto non si può ancora dire della sinistra, ancora divisa, incerta e dubbiosa sulle sue ragioni di sempre che certo la obbligherebbero a interpretare il secondo.

QUESTO È IL MOMENTO GIUSTO PER TORNARE A FARLO,

dopo essersi a lungo mimetizzata con improbabili “terze vie”, dalla caduta del muro di Berlino in poi, un po’ per adeguarsi all’ideologia vincente e un po’ con viltà di perdenti  difendersi dall’accusa di “comunismo”, mai così astutamente abusata mentre era in vita il PCI. Il PD ha promesso, anzi annunciato a Bologna “tutta un’altra storia”. Vedremo, ma il discorso di Nicola Zingaretti, a differenza di quello di Fabrizio Barca, resta ancora generico.

C’è da dire però che anche nella sinistra estrema non manca chi, sia pure non per opportunismo, resta attaccato al passato chiudendo gli occhi alla realtà. Avendo per tanto tempo creduto di vedere il fascismo anche dove non c’era, ora rischiano di trovarselo davvero di fronte alla loro programmata impotenza.

Ma anche il realismo ha dei limiti. Proprio per rispondere al desiderio di chiarezza di questa nuova generazione è oggi più che mai necessario che chi conserva il cuore a destra pur avendo chiesto e purtroppo ottenuto in passato un passaggio a sinistra vada finalmente dove lo porta il cuore.

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