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“Nessuna violazione della par condicio, lunedì torniamo su “La fabbrica della paura”. Intervista a Sigfrido Ranucci

 

A neanche 48 ore dalla messa in onda della puntata di Report su Moscopoli, dopo la bufera politica, gli insulti e le minacce via social (e non solo), la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci su Rai 3 è finita sotto accusa in Cda Rai.

I consiglieri Igor De Biasio (in quota Lega) e Giampaolo Rossi (espressione di Fratelli d’Italia) hanno sostenuto che il programma avesse violato le norme sulla par condicio, in riferimento alle elezioni regionali di domenica prossima in Umbria.

Sorge spontanea una domanda, rivolta anche al conduttore.

Cosa c’entra questa inchiesta giornalistica con la legge sulla “par condicio”?

Ce lo siamo chiesti tutti Ma l’accusa non ci ha sorpresi. Sono sempre stato tranquillo. La messa in onda della puntata su Salvini non ha violato in alcun modo la Par Condicio. hi conosce la mia storia sa che non ho mai anteposto questioni di ‘opportunità’ rispetto a una notizia. È stato cosi per l’intervista dimenticata di Borsellino, alla vigilia delle elezioni del 2001 che consacrarono il Berlusconi bis,, come per le inchieste su Fallujah e sulla Farmaco vigilanza. È sempre prevalso l’interesse pubblico sull’opportunismo, Ma siamo abituati ad andare in onda sotto par condicio, come potremmo non esserlo in un Paese in cui si vota con una frequenza così assidua?”.

Ti senti ancora libero con “questa” Rai?

Sono e sarò  sempre un giornalista libero. Mi confronto periodicamente con il direttore e il capo struttura della mia rete senza riscontrare problemi. Continua a fare liberamente il mio mestiere e soprattutto mi sento libero, che è un valore aggiunto per chi fa il giornalista d’inchiesta. E poi, parlando di utilità per l’azienda: la puntata su Salvini ha fatto l’11 per cento di share, per non parlare degli accessi su RaiPlay delle centinaia di migliaia di persone che hanno  visto la trasmissione via internet”.

C’è mai stato un momento in cui hai pensato di un’inchiesta “forse era meglio non farla”?

Non ci sono inchieste ‘facili’. Ognuna ha le proprie difficoltà. Se non avessero ricadute, se non ci fossero reazioni ci sarebbe da preoccuparsi. Ho alle spalle 65 cause per diffamazione archiviate. Altre 70 da affrontare. Certo non è il massimo passare parte del tuo tempo, che non è mai sufficiente, a difenderti per il lavoro che fai. Soprattutto con entità importanti come  Eni, Ubi Banca, Bazzoli e così via

Quali sono le novità di questa stagione appena iniziata?

La novità più importante è la rubrica “Report in the future”, con cui portiamo l’ambiente nelle scuole. L’obiettivo è quello di formare, far crescere, in questi ragazzi una consapevolezza e una coscienza ambientali”.

Puoi anticiparci quali saranno gli argomenti futuri di Report?

Intanto nella prossima puntata torneremo sulla “Fabbrica della paura” che utilizza i social per la propaganda sovranista. Parleremo  poi di Google, Facebook e Amazon, che si sono trasformate in banche e hanno anche una mole di denaro liquido impressionante, e ancora di autonomie, politiche del lavoro, ma anche della situazione di Mercatone Uno e Whirlpool e di molto altro”.

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