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Venezia 2019. “Waiting for the barbarians”, apologo sui due modi  di gestire il potere: con solidarietà o “creando il nemico”

 

Il colombiano Ciro Guerra, regista di Waiting for the Barbarians, ha affermato: “Quando abbiamo incominciato a lavorare all’adattamento del romanzo di J. M. Coetzee, pensavo che la vicenda fosse ambientata in un mondo e in un’epoca lontani. Tuttavia, mentre le riprese del film procedevano, la distanza nel tempo e nello spazio si è ridotta sempre più. Ora che abbiamo concluso, la trama si è trasformata in una storia sulla contemporaneità”. E’ infatti un apologo che rimanda ai giorni nostri il film tratto dal racconto del premio Nobel del 2003 per la letteratura John Maxwell Coetzee.

Attraverso una regia sontuosa e lineare, con un cast di attori formidabili – tra i quali Mark Rylance, Johnny Depp, Robert Pattinson, gli ultimi due nella non consueta parte dei cattivi –   il valente Ciro Guerra racconta di un magistrato che amministra con grande umanità un isolato avamposto coloniale al confine di un paese senza nome.  All’arrivo del colonnello Joll, Incaricato di riferire sulle attività dei barbari e sulla sicurezza alla frontiera, tutto cambia e il militare conduce una serie di spietati interrogatori per estorcere, a quelli che indica come “barbari” e nemici, la “verità” sulle loro nefandezze. La tortura di una giovane donna spinge il magistrato a una ribellione che metterà in pericolo la sua stessa vita …

Allegoria di due modi di intendere e gestire il potere: da una parte quello della solidarietà e dell’accettazione del diverso, dall’altra la paranoica difesa che crea nemici inesistenti e fonda sulla violenza la possibilità di sopravvivere. Il film,  in costume ma non collocabile in un tempo preciso, rende chiara la metafora sulle due scelte dell’umanità: quella che spinge verso relazioni di pace e quella che rifiuta l’altro e lo riduce in schiavitù.  Lo stesso Ciro Guerra afferma che Jhonny Depp, nel ruolo di un’autorità crudele, è un personaggio che si ispira “a molti dei politici che usano gli hate speech”, ovvero i discorsi d’odio.

Waiting For The Barbarians

Regia: Ciro Guerra
Produzione: Iervolino Entertainment (Michael Fitzgerald, Olga Segura, Monika Bacardi, Andrea Iervolino)
Durata: 112’
Paesi: Italia
Interpreti: Mark Rylance, Johnny Depp, Robert Pattinson, Gana Bayarsaikhan, Greta Scacchi
Sceneggiatura: J.M. Coetzee
Fotografia: Chris Menges
Montaggio: Jacopo Quadri
Scenografia: Domenico Sica, Crispian Sallis
Costumi: Carlo Poggioli
Musica: Giampiero Ambrosi
Suono: Paolo Segat
Effetti visivi: El Ranchito

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