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5 settembre 2019, nono anniversario della morte del sindaco-pescatore Angelo Vassallo. I familiari: “Vogliamo il colpevole”

 

Angelo era un uomo illuminato, sapeva di mare e di uomini, e i veri uomini sanno fare la Bella Politica. Attraverso la Fondazione la sua storia ha superato gli oceani, e tutti si chiedono perché sia stato ucciso, solo in questo Paese la politica, la mala politica ha cercato di offuscare la luce della verità”: con queste parole Dario Vassallo ricorda e commemora suo fratello, Angelo Vassallo, il sindaco del comune cilentano di Pollica, ucciso la sera del 5 settembre 2010.

Ambientalista convinto, amato dai suoi concittadini, esempio di rigore nel rispetto della legge, con modi severi e fermi, che però hanno mantenuto incontaminata ed intatta la bellezza di uno dei comuni più caratteristici del Cilento, Angelo Vassallo è stato assassinato a colpi di arma da fuoco, una sera come tante, mentre in auto percorreva la strada che di consueto lo riportava a casa. A dispetto dei 9 anni trascorsi, l’omicidio è ancora avvolto nel mistero.

Alcuni nomi inseriti nel registro degli indagati rappresentano una svolta nelle indagini non da poco – afferma Antonio Vassallo, il figlio del sindaco-pescatore tra i quali spicca quello di un’esponente delle forze dell’ordine. A noi familiari, gli inquirenti dicono sempre troppo poco, ma sappiamo che è una procedura necessaria per preservare il segreto e salvaguardare il successo delle indagini stesse; talvolta apprendiamo più novità tramite i giornali, come dell’arresto di qualcuno che potrebbe essere coinvolto nell’omicidio di mio padre.”

Cos’è cambiato nel corso dei 9 anni trascorsi da quella sera?

“Ci sono persone indagate, ma di prove certe ed attendibili, non ne abbiamo, almeno per quelle che sono le informazioni in nostro possesso. Spero che gli inquirenti dispongano di molto più materiale di quello che possiamo immaginare. C’è anche da dire che nella fase iniziale, la cronaca nazionale si è occupata tantissimo dell’omicidio di mio padre, successivamente a mio avviso, però, non è stato dato molto risalto ad un fatto eclatante come l’omicidio di un sindaco, tutt’oggi avvolto nel mistero.

Tuttavia, continuiamo ad avere fiducia negli inquirenti perché sappiamo che stanno lavorando. Non molto tempo fa siamo stati convocati per altri verifiche riguardo la sera dell’omicidio e le sere precedenti, quindi sappiamo per certo che le indagini non sono ferme ed è la cosa che più ci interessa. Sappiamo anche che è stato mobilitato l’ufficio dei Ros di Roma, proprio per poter riuscire a far luce su alcune cose successe in quelle sere.

Come ho già evidenziato in altre occasioni, ci sono alcune anomalie emerse nel corso di questi anni, sulle quali gli inquirenti dovrebbero concentrare le loro indagini, a mio avviso: mi riferisco al fatto che alcune persone davanti a giudici, pm e procuratori hanno raccontato delle bugie. Queste persone hanno ritrattato o cambiato le dichiarazioni rese in un primo momento. Ritengo che queste circostanze andrebbero chiarite, per capire quali motivazioni abbiano spinto questi personaggi a mentire agli inquirenti.

Nel corso di questi anni, inoltre, sono stati accostati diversi nomi all’omicidio di mio padre, in primis, gli inquirenti hanno battuto la pista di Bruno Damiani che poi ci ha portati ad un nulla di fatto. Noi familiari continueremo a chiedere giustizia, ma ci tengo a ribadire che non vogliamo un nome, ma non il nome.”

Come vorresti che fosse ricordato Angelo Vassallo?

“Papà in alcuni casi non è stato descritto come la persona che era. Angelo Vassallo era una persona buona che si arrabbiava quando ce n’era bisogno, diplomatica ed equilibrata, capace di rivolgere i richiami giusti nei confronti delle persone giuste, sapeva leggere le persone che aveva di fronte, in questo era un vero maestro. Era una persona molto, molto equilibrata, corretta con i suoi interlocutori, con i dovuti modi, talvolta, sapeva essere meno carino nei confronti delle persone che non meritavano la sua dolcezza.”

Come di consueto, in occasione dell’anniversario della morte di Angelo Vassallo, sabato 7 settembre, sul porto di Acciaroli, frazione del comune di Pollica, si svolgerà la Festa della Speranza.

La manifestazione avrà inizio alle ore 17.30 con la “Marcia per Angelo“, una marcia della legalità di cittadini e Istituzioni che dalla scultura “La Grande Onda”, collocata sul porto, si dirigerà nel luogo in cui ha perso la vita il “sindaco pescatore”.

Alle ore 19.30 si svolgerà il convegno dal tema “Cristianità e Giustizia” a cui parteciperanno tra i relatori: il sindaco di Fiorano Modenese Francesco Tosi, il parroco di Caivano Padre Maurizio Patriciello, il coordinatore di Libera Calabria don Ennio Stamile, il sindaco di Calimera Francesca De Vito, la figlia di Renata Fonte, Sabrina Matrangola, il già sindaco di Isola Capo Rizzuto Carolina Girasole, il sindaco di Pollica Stefano Pisani e il Presidente della “Fondazione Angelo Vassallo, sindaco pescatore”, nonché fratello di Angelo, Dario Vassallo.

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