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Venezia 2019. Il potente “J’accuse” di Roman Polanski parla al nostro presente

 

“Il j’accuse” di Roman Polanski ha uno stile narrativo pulito, impeccabile e chiaro, che rende interessante la vicenda anche a chi già la conosce. Il regista raffigura un caso emblematico, simbolo delle menzogne del potere – sia esso militare, politico o di altro tipo – per auto-conservarsi, con l’individuazione di vittime opportune laddove esiste il pregiudizio razziale, religioso o di casta. L’abilità di Roman Polanski sta nella nitidezza della sintesi, nella fluidità narrativa che ha il ritmo del thriller e il rigore della Storia con la “S” maiuscola. Plausibile la sceneggiatura scevra di retorica. Bravissimo l’intero cast. Elementi che fanno, di questa versione, un’opera che ci fa riflettere anche sui nostri giorni: perché, se è vero che il caso Dreyfus ha preannunciato l’Olocausto, non si può negare che attualmente l’abitudine a fabbricare verità di comodo, asservite a sistemi dominanti, è un male odierno che si manifesta con la diffusione delle fake news, la manipolazione delle notizie, l’uso di una falsa giustizia a vantaggio di pochi.

Il “J’accuse” di Roman Polanski è basato sul romanzo di Robert Harris e affida al capo dell’intelligence militare George Picquart (Jean Dujardin) la ricostruzione di questa vicenda vera. Picquart indagava su Alfred Dreyfus (Louis Garrel), ebreo ingiustamente accusato di tradimento e additato come spia attraverso false prove. Dreyfus fu condannato nel 1895 all’esilio sull’isola del Diavolo ma George Picquart , resosi conto dell’infondatezza delle accuse e del coinvolgimento di un militare di alto grado, diede ascolto alla propria coscienza difendendo Alfred Dreyfus fino a pagare di persona. Mirabile la sintesi del “J’accuse” di Emile Zola, l’editoriale che lo scrittore mandò n forma di lettera aperta a Felix Faure, Presidente della Repubblica francese, attraverso il giornale socialista “L’Aurore”.

Regia: Roman Polanski
Produzione: Legende Films (Alain Goldman), RP Productions, Eliseo Cinema, Rai Cinema, Gaumont, France 2 Cinéma, France 3 Cinéma, Kinoprime Foundation, Kenosis, Horus Movies
Durata: 132’
Lingua: francese
Paesi: Francia, Italia
Interpreti: Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Grégory Gadebois
Sceneggiatura: Robert Harris, Roman Polanski
Fotografia: Pawel Edelman
Montaggio: Hervé Deluze
Scenografia: Jean Rabasse
Costumi: Pascaline Chavanne
Musica: Alexandre Desplat
Suono: Lucien Balibar
Effetti visivi: CGEV

 

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