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Sotto attacco figure di spicco del mondo cattolico. In nome di una “chiesa etnica”?

 

L’attacco a uomini di Chiesa che prefigura un’altra Chiesa, non più universale. Attacco dunque nel nome di una “chiesa etnica”? Credo che possa essere capito cosí il fuoco mediatico che si svolge in queste ore contro figure di spicco del mondo cattolico e che nelle prossime ore potrebbe coinvolgerne altre. Si è cominciato con padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica. Come scritto ieri a lui il quotidiano La Verità ha riservato questa immotivata accusa:  “Pur di non ritrovarsi mai più il leader leghista davanti, padre Spadaro sarebbe disposto a soprassedere su eutanasia, nozze gay, utero in affitto mascherato.” Chissà da cosa lo hanno desunto. Anche nella risposta odierna alla sua contestazione la spiegazione non c’è.

Poi è stata la volta del direttore emerito della stessa rivista, padre Bartolomeo Sorge, ovviamente gesuita anche lui, essendo La Civiltà Cattolica rivista scritta interamente da un collegio di padri gesuiti. Questa volta è stato il ministro dell’interno in persona a scrivere “neanche l’età avanzata giustifica certe idiozie, vergogna!” Perché? Il gesuita aveva notato su twitter che “La mafia e Salvini comandano entrambi con la paura e l’odio, fingendosi religiosi. Si vincono resistendo alla paura, all’odio e svelando la falsa pietà.” Proprio la falsa pietà aiuta a capire il punto di fondo posto dall’articolo de La Verità. Cosa c’entra il fine-vita (che forse sarebbe meglio chiamare inizio-viaggio) o il matrimonio gay con la discussione di oggi? Non c’entra, dunque la questione sembra essere quella di  de-eticizzare il punto principale della polemica con padre Spadaro e Sorge, la loro difesa dei diritti umani dei profughi, dei rifugiati, dei naufraghi, dei mutilati, dei fuggiaschi, degli evasi, dei migranti, dei disperati. E de-eticizzarlo, ponendo l’etica altrove ma non qui, vuol dire, di tutta evidenza, de-eticizzare la vera difesa della vita di cui ogni religione e in particolare quella di padre Spadaro e di padre Sorge non può non essere depositaria.

Padre Antonio Spadaro, essendo siciliano, sa bene che nella tradizione del nostro Meridione, dalla Sicilia e fino al Lazio, c’è quella di santuari e processioni nel nome della Madonna di Porto Salvo, o Portosalvo. Un siciliano non può non sapere che nel santuario di Lampedusa cristiani e musulmani hanno pregato per lunghissimo tempo gli uni accanto agli altri. Questa Madonna dunque è proprio e definitivamente per tutti: non soltanto per i marinai, anche per i naufraghi di ogni colore che nel corso dei secoli sono arrivati su quelle coste, anche per gli schiavi e tanti altri ancora. Madonna marinara ma che non parla solo ai marinai,  parla a tutti. Infatti il suo soccorso è l’essenza del cristianesimo. Se si dimenticano le Beatitudini si dimentica il cristianesimo.

L’essenza del cristianesimo è dunque sfidata da quanto accade al riguardo dei naufraghi soccorsi da Open Arms o da altri soggetti. E proprio padre Spadaro lo ha fatto capire con un fotogramma che unisce la mano tesa di Dio verso l’uomo in un celebre affresco e la mano tesa di un soccorritore intento a salvare un migrante o asilante che ha fatto naufragio. E condividendo la fortissima immagine di Maria su una barca, da sola, con il giubbotto salvavita arancione. Ecco la polemica posta da padre Bartolomeo Sorge: la paura. Lui stesso in un precedente tweet ha scritto che il decreto sicurezza bis segue l’idea che si seguirebbe bombardando Palermo per eliminare la mafia. Bisogna capire cosa vuol dire seguire la “paura”… Paura dell’Altro, paura del diverso, paura del povero, paura di chi non fa parte di “noi”. Questo “noi”, come ha detto nell’intervista a Vatican Insider Papa Francesco, non unisce, ma divide, esclude. Si fonda cioè dunque paura. Paura di un’invasione, paura della diversità etnica, paura della diversità religiosa. Sono tutte paure che vanno capite, ma che non possono essere assecondate, almeno per la Chiesa. Perché questo mina la natura stessa della Chiesa. L’Ecclesia cristiana si fonda sulle singole persons. Le persone nell’Ecclesia italiana non sono una massa informe, o uguale. Sono persone unite dalla fratellanza alle altre, nelle loro diversità. L’universalità della Chiesa posta davanti all’eresia di una Chiesa etnica, una Chiesa cioè che si fonda non sul rapporto con Dio ma sul rapporto tra i componenti etnici di quella comunità etnica che per essere unita da questo non può che essere impaurita dall’Altro.

Nasce così un cristianesimo tutto nuovo, come quello che merge nelle Americhe sulla base del Vangelo della Prosperità, quello per cui se stiamo male o siamo poveri è perché non abbiamo capito come farci amare da Dio. Ecco che dal Vangelo della Prosperità emerge una condanna, un’esclusione.

Negare la Chiesa etnica o il Vangelo della Prosperità è ovviamente la base della difesa della vita, non il contrario. Come pensare di difendere la vita di un malato terminale se non si difende la vita di un uomo che chiede di essere salvato? De-eticizzare la difesa della vita che parte dal mare e dal soccorso, dall’aiuto, passa necessariamente per la paura e conduce a un’etnicizzazione della Chiesa. Questa è la partita che si gioca con affermazioni forti e risposte evasive.

Un credente, e i padri Spadaro e Sorge certamente lo sono, non può lasciare la sua Chiesa, la sua fede, silente davanti a eventi del genere.

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