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Strage Ustica. Lettera aperta alla trasmissione Uno Mattina

 

Ho avuto una pessima esperienza partecipando al programma Uno Mattina, dedicato alla Strage di Ustica- che io definisco operazione di depistaggio –  che lei (Roberto Poletti) ha voluto chiudere, quasi a scusarsi, affermando che il compito del giornalista è fare domande. Ecco modestamente, ma pubblicamente, voglio dire che il giornalista non fa domande, ma deve fare informazione e la sua trasmissione ha fatto pessima informazione.

Intanto l’impostazione: un parente con il ruolo scontato di chi esprime dolore e un “sapiente” per la dimensione vera.

Come parente, dunque, avevo interloquito a lungo con la redazione per preparare la trasmissione, ma poi mi sono trovato un interlocutore, di cui ancor oggi non capisco la “preparazione” sull’argomento: ho appreso essere stato agente dei Servizi fin dal 1997 (parentesi la tesi ufficiale dei Servizi è non essersi mai interessati a Ustica).

Quindi esprimo da subito dubbi sulla preparazione della trasmissione.

Poi in diretta è stato evidente che l’”interlocutore” aveva nel suo copione il compito non di informare, ma di attaccare la sentenza ordinanza del giudice Priore,  ripetendo quel bagaglio di falsità che più di recente viene sciorinato. E cioè mischiando in maniera truffaldina, ad arte,  sentenze, e in più falsificando le citazioni. È la strategia dei più recenti attacchi alla verità!

Posso ben affermare un brutto programma, preparato con ingredienti che dovevano portare proprio a colpire la verità, proprio nel giorno dell’Anniversario quando si cerca di fare memoria e si chiede verità e giustizia.

Ma teniamo ben presente che in occasione di questo  Anniversario la richiesta era un determinante impegno perché la Procura di Roma, che ha riaperto l’indagine dopo che il presidente Cossiga, confermando le conclusioni di Priore, ha aggiunto la responsabilità nell’abbattimento della Francia per colpire Gheddafi, possa avere finalmente a disposizione la adeguata documentazione internazionale.

Allora ecco il punto centrale che voglio denunciare alla sua attenzione e di tutta l’opinione pubblica: la trasmissione è stata nei fatti una manovra di pedistaggio, una manovra mistificatoria, sviante, certamente diretta a disorientare l’opinione pubblica proprio durante le fasi di una indagine penale.

Andrea Benetti, familiare vittime strage Ustica

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