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Presentazione Rapporto 2019 Centro Astalli

 

Un anno di attività e servizi in favore di richiedenti asilo e rifugiati. Oggi, 4 aprile, al Teatro Argentina di Roma, il Centro Astalli ha presentato il Rapporto annuale 2019

Tra i punti chiave evidenziati: richieste d’asilo: aumentano gli ostacoli per l’accesso alla protezione. Accoglienza: le risposte costruite finora rischiano di diminuire la loro efficacia. Integrazione: una priorità per cui continuiamo a lavorare.

È intervenuto S. Em. Card. Gualtiero Bassetti, Presidente Conferenza Episcopale Italiana ed ha presentato il rapporto P. Camillo Ripamonti (presidente del Centro Astalli) con la moderazione del giornalista Giovanni Floris.

Il rapporto vuole essere “una fotografia di richiedenti asilo e rifugiati che durante il 2018 si sono rivolti alla sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati e hanno usufruito dei servizi di prima e seconda accoglienza che l’Associazione offre” si legge nel comunicato.

Il Rapporto si presenta come uno strumento per capire quali sono le principali nazionalità dei rifugiati che giungono in Italia per chiedere asilo; quali le principali difficoltà che incontrano nel percorso per il riconoscimento della protezione e per l’accesso all’accoglienza o a percorsi di integrazione.  Il Centro Astalli viene presentato come una realtà che, grazie agli oltre 500 volontari, si adegua e si adatta ai mutamenti sociali e legislativi italiani.

L’emergenza e la necessità d’investire nel patrimonio sociale

Si legge nel rapporto come “gli arrivi di migranti forzati via mare in Italia nel 2018 sono diminuiti dell’80% rispetto all’anno precedente e la cosiddetta emergenza sbarchi può certamente dirsi conclusa. Purtroppo il sistema di protezione italiano continua a non essere in grado di rispondere efficacemente ai bisogni delle persone presenti sul territorio e anzi, in un anno di accompagnamento dei migranti forzati in Italia, il Centro Astalli ha registrato un aumento del disagio sociale, della marginalizzazione, degli ostacoli frapposti all’ottenimento di una protezione effettiva”, tra i diversi dati presentati si legge come “tra gli utenti dell’ambulatorio di Roma è aumentata la presenza di cittadini maliani (41% persone in più rispetto al 2017, con un aumento del 128% delle visite richieste), migranti giovani (il 72% ha meno di 30 anni), solitamente presenti in Italia da almeno un anno. Molti di loro, esclusi dai circuiti di accoglienza, vivono in condizioni di grave marginalità e la loro salute ne risente”.

Una delle soluzioni proposte nel rapporto è quella di “investire nel patrimonio sociale delle nostre comunità, valorizzando le diversità antiche e nuove che le possono rendere più ricche e forti. In tutte le realtà della rete territoriale del Centro Astalli ci si sforza di costruire ogni giorno spazi di cittadinanza e giustizia, cercando soluzioni che vengano incontro alle esigenze dei rifugiati e della società che li accoglie” per dare qualche riferimento numerico “nei progetti di sensibilizzazione del Centro Astalli in circa 200 istituti scolastici di 15 città italiane sono stati coinvolti 27.124 studenti: il loro numero supera di poco quello dei migranti accompagnati nei diversi servizi (circa 25.000). Questo dato dimostra efficacemente che la costruzione di comunità è un percorso da pensare e realizzare insieme, puntando specialmente sul protagonismo dei più giovani, italiani e migranti”.

Le persone che permettono questo sono “594 volontari. Solo nella sede di Roma, più di 200 persone si sono offerte di fare volontariato: italiani, stranieri, o seconde e terze generazioni di migranti in Italia e anche rifugiati, che desiderano impegnarsi insieme a noi per… Continua su cartadiroma 

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