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Una birra vale la pena

 

di Paolo Strano

semi romaSemi di Libertà Onlus nasce il 28 Gennaio 2013 con la mission di contrastare le recidive dei detenuti, e dal marzo 2014 gestisce a Roma il microbirrificio Vale la Pena, progetto ideato per realizzare percorsi formativi e professionali nella filiera della birra artigianale, cofinanziato nella fase di start-up da MIUR e Ministero Giustizia (Cassa delle Ammende).
L’Associazione ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali:
– Vincitore del contest nazionale Coltiva l’Idea Giusta 2015 (Ubi Banca – Make a Change)
– Selezionato dal Politecnico di Milano come una delle proposte italiane più innovative e di impatto sociale nell’ambito del contest europeo Transition e presentato a Bruxelles nell’evento conclusivo (2016)
– Finalista nazionale in Sodalitas Social Innovation (2015)
– Presentato al workshop internazionale “Organizing Supply Chain Processes for Sustainable Innovation in the Agri-Food Industry” organizzato da Politecnico di Milano e University of Southern California (2015)
– Inserito stabilmente dalla LUISS di Roma nel Progetto VolontariaMente ed utilizzato come caso studio nel “Business Game Case Analysys”
– Roma Best Practices Award “Mamma Roma e i suoi figli migliori” – categoria Roma Accoglie Bene (2018)
– Premio Formica D’Oro (Forum del Tezo Settore Lazio) 2018
Ora Vale la Pena diventa una spin-off che si svilupperà autonomamente ed in sinergia con altri progetti di Economia Carceraria, e Semi di Libertà Onlus costruisce una nuova progettualità ed organizzazione, mantenendo la propria mission e la volontà di costruire un percorso a medio/lungo termine finalizzato a collocare il più ampio numero di persone in esecuzione penale o ex detenuti, ma senza esercitare attività commerciali per sostenersi come fatto finora, anche in accordo con la Riforma del III Settore che impone una scelta in questo senso entro il 3 Agosto 2019.
La nuova attività della Onlus si basa su un riassetto organizzativo che permetta il dialogo con le istituzioni, e con il tessuto sociale ed economico della città di Roma, soprattutto attraverso la realizzazione di micro progetti che abbiano una ricaduta sociale sul territorio, dalla manutenzione del verde al decoro urbano, ma anche proponendosi come hub di progettualità sociale.
Le principali attività quindi saranno:
1. Creazione di una mappa di Roma, dove accogliere segnalazioni di problemi (verde pubblico e privato, decoro urbano, storie di abbandono sociale, sicurezza, etc.), una sorta di libro dei (bi)sogni su cui costruire progetti e soluzioni realizzate da detenuti in art.21 o semiliberi attraverso lavori di pubblica utilità, e finanziabili dal mondo profit (o istituzionale), stimolando condotte di cittadinanza attiva. Tutta la nuova progettualità sarà accolta e sviluppata dal nuovo sito web istituzionale, in fase di pubblicazione;
2. Realizzazione di nuovi percorsi formativi, oltre a quello nella filiera della birra artigianale, non esclusivamente in ambito enogastronomico, per creare un serbatoio di professionalità da inserire in Economia Carceraria o in altre opportunità lavorative; tali corsi potranno essere attivati nella nuova sede, od esternalizzati privilegiando il concetto di rete ed opportunità;
3. Richiamo e sostegno alla costruzione di nuove start-up innovative a vocazione sociale, da sviluppare in ambito di Economia Carceraria, ponendo Semi di libertà come Hub di progettualità sociale. Una sezione LAB dove studenti o neo imprenditori potranno sfruttare rete e know-how dell’associazione per creare o sviluppare il proprio progetto, che promuove inoltre studi sull’impatto sociale del comparto, funzionali alla ricerca di investimenti da parte di banche, enti, venture capital, private equity ed Istituzioni, e partecipi a bandi pubblici e privati;
4. Costruzione di eventi, come il Festival Nazionale dell’Economia Carceraria, che a Giugno 2019 vedrà la seconda edizione dopo il successo dello scorso anno, per sviluppare raccolte fondi, opportunità formative e lavorative, ed attivazione di nuove reti.
Il coinvolgimento delle persone in esecuzione penale in attività di pubblica utilità, nei percorsi di formazione, negli eventi e nella nascita di start-up permetterà alla Onlus di mantenere la propria vocazione di palestra finalizzata al reinserimento, ponendo i detenuti come protagonisti di un “riscatto sociale” che generi una economia circolare, etica e virtuosa, partecipata da realtà profit, comuni cittadini ed Istituzioni.

Da mafie

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