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“L’agguato al poliziotto Rino Germanà…” La richiesta di rettifica dell’ex senatore Inzerillo

 

Pubblichiamo di seguito la richiesta di rettifica dell’ex Senatore Vincenzo Inzerillo (e a seguire la replica dell’autore) in merito all’articolo intitolato “Ventisei anni fa l’agguato al poliziotto Rino Germanà, una vicenda mai del tutto chiarita.”

Le chiedo gentilmente di rettificare il contenuto dell’articolo dal momento che in esso sono presenti delle inesattezze processuali che riguardano la mia vicenda giudiziaria. A tal riguardo le invio una breve memoria riassuntiva ed alcuni atti della Procura della Repubblica che dimostrano che l’Enzo di cui si parla nell’interrogatorio di Germanà non è il sottoscritto.

Su tale vicenda si pronunciò il Tribunale di Caltanissetta il 17 marzo 2005: “dichiara non luogo a procedere a carico di Inzerillo Vincenzo per non aver commesso il fatto”. A tal proposito il Tribunale sottolineava l’erronea indicazione contenuta nella nota del 21 marzo 1992, a firma del Maggiore Enrico Brugnoli, nella quale venivo indicato quale deputato della Regione siciliana e Senatore D.C. uscente. Tali dati, infatti, risultavano assolutamente falsi giacché non ho mai ricoperto la carica di deputato (né regionale né nazionale) ed, inoltre, alla data della sopraindicata elezione (21 marzo 1992) non ero ancora stato eletto Senatore della Repubblica, dal momento che le elezioni politiche si svolsero in data 5-6 aprile 1992.

Inoltre, con riguardo alla parte dell’articolo nella quale scrive <<Mazara appariva come una sorta di “zona franca” per Cosa nostra, protetta da un intreccio, da un concentrato incredibile di connessioni tra mafia e massoneria, il notaio Ferraro e il senatore Inzerillo erano lì di casa. Quest’ultimo addirittura avrebbe partecipato ad un summit con Matteo Messina Denaro come racconterà il pentito Sinacori…>>, risulta assolutamente falso sia che il sottoscritto era di casa in tale ambiente sia che abbia partecipato a questo summit. Infatti, in più di vent’anni di processo non ho mai sentito alcun collaboratore riferire quanto ha scritto lei nell’articolo riguardo alla mia persona. Per chiarezza le dico che non sono mai stato in tutta la mia vita a Mazara del Vallo e non ho partecipato al summit in questione. Con riguardo a quanto lei scrive circa le dichiarazioni di Sinacori sul summit con Matteo Messina Denaro, sarebbe opportuno che lei leggesse le dichiarazioni di Ferro Giuseppe, altro collaboratore di giustizia, il quale smentisce Sinacori e afferma che non sono mai stato a questo summit. Ferro Giuseppe è stato sentito nel processo che mi ha riguardato ed è stato sentito dai PM di Firenze e di Palermo il 5 luglio 1997 e dai PM di Firenze l’8 luglio 1997. Sinacori, invece, è stato sentito dai PM il 17 gennaio 1997 e il 14 febbraio 1997.

Malgrado Ferro Giuseppe smentisse la mia presenza a questo summit, e quindi le precedenti dichiarazioni di Sinacori, il sottoscritto è venuto a conoscenza del verbale che riportava le sue dichiarazioni solo alcuni anni dopo.
Resto disponibile per qualsiasi chiarimento, eventualmente facendole pervenire le carte processuali che chiariscono la vicenda.

Vincenzo Inzerillo


Prendiamo atto delle affermazioni sottoscritte dal senatore Vincenzo Inzerillo circa la sua dichiarata estraneità a determinati fatti. L’articolo da noi pubblicato e al quale fa riferimento il sen. Inzerillo, si poggia su atti giudiziari, come le dichiarazioni rese dal pentito Vincenzo Sinacori, che peraltro risultano nel tempo essere state riprese da diversi giornali e che sono inserite in alcuni fascicoli investigativi. Sulla circostanza della sua identificazione quale soggetto che attraverso il notaio Pietro Ferraro avrebbe esercitato pressioni nei confronti del presidente della Corte di Assise Scaduti, ci sono anche in questo caso diversi atti giudiziari, lo stesso presidente Scaduti in una relazione ha fatto riferimento ad un “politico trombato”, l’allora dirigente della Criminalpol Germanà lo individuò in Inzerillo all’epoca in cui lo stesso ancora non era diventato parlamentare nazionale, sarebbe diventato senatore nel 1992. (Rino Giacalone)

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