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I principali obiettivi di Verona: Papa Francesco, le donne e i cattolici “adulti”

 

Alla fine dei tre terribili giorni del raduno di Verona non ci sono più dubbi sul neo oscurantismo che trova questa volta il terreno fertile per uscire spudoratamente allo scoperto. Ma l’organizzazione di questo evento viene da lontano non soltanto in termini di finanziamenti da parte del sovranismo internazionale e da parte delle lobby di destra di vari paesi, ma segue un percorso costruito in Italia giorno dopo giorno dall’avvento al soglio pontificio di Papa Francesco. Già nei primi mesi del suo pontificato fu chiaro che il cattolicesimo tradizionalista, lefreviano, opusdeista non avrebbe più trovato nel papa le sponde avute con Giovanni Paolo II e con Ratzingher. La fronda è maturata dentro e fuori la curia, è diventata movimento internazionale, si è saldata all’avvento del conservatorismo in vari paesi del mondo, ha fatto breccia in molti partiti e movimenti di pari passo con le chiare posizioni di Francesco sulla dottrina evangelica dell’accoglienza, sulle scelte di allontanamento di tanti prelati compromessi in vicende finanziarie, sul ribaltamento della posizione della Chiesa sul dramma della pedofilia.

In Italia basterebbe leggere da una parte il fanatismo dei libri di Antonio Socci sulla resa di Francesco all’Islam e dall’altra le meticolose analisi di Marco Politi, uno dei più lucidi interpreti delle vicende vaticane.

Papa Francesco, i movimenti delle donne, i cattolici progressisti o semplicemente “adulti” (copy di Romano Prodi) sono gli obiettivi da abbattere fin dal 2013, ma solo nell’ultimo anno il cambio di governo in Italia ha consentito alla sponda nostrana di questo movimento mondiale di uscire molto platealmente e con grandi mezzi allo scoperto, purtroppo ottenendo certamente una visibilità mediatica senza precedenti e entrando a gamba tesa nella campagna elettorale a favore della Lega, spiegando così molto bene lo sciorinamento dei rosari di Salvini fin dalla campagna per le politiche del 2018.

E’ fondamentale che ci sia stata la risposta immediata del corteo, delle reazioni a tutti i livelli e in questo caso è importante anche lo scontro all’interno del governo, purtroppo però intorno al mondo del family day occorre tenere altissima la vigilanza e per chi come me è cattolico occorre avere la forza di portare fra la gente, ciascuno nel proprio ambito e per quello che può, le parole diverse del Vangelo e di papa Francesco.

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