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Caso Battisti. Prosegue l’onda unanime di indignazione contro il ministro della Giustizia Bonafede

 

Con Silp e FpPolPen Cgil, perfino il Vaticano ne critica duramente il comportamento

Dalla polemica si passa ai fatti: la Camera Penale di Roma è pronta a presentare un esposto sul video pubblicato sul profilo Facebook del ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, in cui si riprendono le varie fasi dell’arrivo di Cesare Battisti in Italia, comprese le procedure di fotosegnalamento effettuate negli uffici della Questura della Capitale e quelle relative alle impronte digitali. C’è un problema di rispetto del detenuto ma anche di tutela degli agenti. Nel video c’è infatti un agente che si copre il volto. Il video ‘incriminato’ continua, del resto, a suscitare polemiche. Sul caso hanno preso posizione sia il vice presidente del Csm, David Ermini, sebbene parlando a titolo personale, sia il Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma. “Io non l’avrei fatto”, ha commentato Ermini. E i componenti togati di Area al Csm hanno fatto sentire la loro voce in un comunicato in cui affermano che quanto accaduto all’aeroporto di Ciampino con l’arrivo di Battisti, a partire dall’esibizione pubblica del detenuto fino alla scelta di “farne addirittura un video”, “esprime tristemente un’idea primitiva di ‘giustizia’, indifferente al rispetto della dignità umana”.

Durissima la replica al ministro Bonafede dai sindacati Silp e Fp PolPen della Cgil

“Una Repubblica forte applica le leggi e rispetta le regole e le procedure anche davanti al piu’ orribile criminale. E non ha bisogno di spettacolarizzazione”, sottolinea il segretario del Silp-Cgil Daniele Tissone. Quanto al momento del video in cui si vede un agente di Polizia che si copre il volto, secondo Tissone “è necessario attenersi sempre al massimo rispetto e alla riservatezza indispensabili per chi svolge un lavoro difficile e delicato come quello delle forze di polizia”. La Fp Cgil Polizia Penitenziaria stigmatizza la gestione dell’arresto di Cesare Battisti, “dalle foto del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, con la giacca della Polizia Penitenziaria al video diffuso su Facebook sui ‘retroscena’ dell’arresto, nel sottolineare le difficoltà in cui versa il corpo”. La cronaca degli ultimi giorni, spiega la Fp Cgil Pol Pen, “ha reso evidente al Paese tutte le contraddizioni entro le quali chi opera nel sistema carcerario si trova quotidianamente di fronte. La voglia sfrenata di offrire ai cittadini una passerella per i media dove far sfilare i vertici politici del Ministero della Giustizia e quelli istituzionali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha prodotto un risultato pessimo, criticato da più parti”. La Fp Cgil Penitenziaria precisa che “per noi non è in discussione il concetto della certezza della pena e il rispetto delle sentenze, più volte ribaditi, così come non è in discussione, sempre per noi, il principio costituzionale della finalità che la Costituzione affida alla pena detentiva. Ma anche per questo non troviamo giustificazioni ad una operazione mediatica vuota, fine a se stessa”. Se uno spiegamento così importante di personale di polizia penitenziaria, ben equipaggiato, dotato di armi e nuove divise mai viste prima, intendeva rappresentare la presenza dello Stato nella sua forma più severa, il risultato ottenuto, sottolinea Fp Cgil Penitenziaria, “è stato, a nostro giudizio, non solo contrario a gli obiettivi che si perseguivano, ma addirittura dannosi per le stesse condizioni in cui operano i poliziotti penitenziari. Gli stessi ai quali, ad esempio, quegli equipaggiamenti vengono negati per carenza di risorse, gli stessi che, osservando le decine e decine di colleghi impegnati in questa operazione, oggi, come ieri e purtroppo come domani, si ritrovano ad operare nelle sezioni detentive in condizioni di estremo disagio, in una situazione di sotto organico, senza diritti certi da esigere”. “Noi siamo certi – prosegue – che questo voler apparire intendeva distogliere l’attenzione da problemi ben più grandi e che celi un vuoto pneumatico. Un vuoto, ormai profondo, riguardante la formazione del personale, la tutela dei diritti, la sicurezza sul lavoro e i riconoscimenti contrattuali e salariali. Desideriamo un altro approccio, quello del rispetto incondizionato del lavoro svolto costantemente, silentemente e soprattutto con elevata professionalità dalle donne e dagli uomini della Polizia”.

Richiesta di dimissioni di Bonafede da Roberto Speranza (Mdp), e perfino il Vaticano prende posizione contro il ministro della Giustizia

Critiche sono arrivate anche da diversi esponenti politici, specialmente dal Pd. La vicepresidente del Senato Anna Rossomando ha depositato un’interrogazione in cui si chiede se gli stessi agenti penitenziari ripresi nel video non siano ora “esposti a rischi per la loro sicurezza e incolumità”. Roberto Speranza, coordinatore di Mdp, invita Bonafede a dimettersi. Il Garante Palma ricorda che le norme, nel rispetto della Costituzione, prevedono che si adottino “le opportune cautele per proteggere dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità”. E confida che “si provvederà a rimuovere” il video, pubblicato anche “sulla rivista online ministeriale”. Palma mette in guardia rispetto a “frasi e immagini che puntano ad acquisire consenso attraverso un linguaggio estraneo a quello della Costituzione e finiscono per consolidare una cultura di disgregazione sociale e di tensione”. Tra le frasi ne cita una, “marcire in galera”, cara al ministro Salvini. Tanto cara che l’ha ripetuta anche oggi proprio a Oristano che ospita il carcere in cui è rinchiuso, Cesare Battisti. “Dopo aver bevuto champagne a Rio de Janeiro – ha detto il leader della Lega – un terrorista come Battisti si trova in galera, dove deve marcire”. Un appello a garantire il rispetto della persona è arrivato anche dal Vaticano. “In Italia abbiamo una cultura giuridica di primo grado, non possiamo risvegliare nella gente certi istinti forcaioli”, ha detto il Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, il cardinale Angelo Becciu. “Chi sbaglia – ha aggiunto – merita la condanna, la deve espiare ma come persona merita rispetto”. Becciu ha aggiunto di aver “sofferto” quando ha visto le immagini del rientro di Battisti.

Da jobsnews

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