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UMANItalia – Diamo un rifugio alle famiglie vittime del “Decreto Salvini”

 

Con l’entrata in vigore del “Decreto Salvini”, centinaia di nuclei familiari con bambini piccoli e neonati vengono letteralmente buttati in mezzo a una strada senza alcun sostegno. Sono le famiglie che scappano da guerre e violenze e che avevano chiesto asilo nel nostro Paese e alle quali l’Italia aveva concesso la protezione umanitaria.

Famiglie e bambini ospitati in Centri di Accoglienza, dove hanno avviato percorsi di integrazione positivi ed erano in attesa di avere un posto nel virtuoso circuito di seconda accoglienza SPRAR (www.sprar.it ).

Con l’entrata in vigore del “Decreto sicurezza” gli vengono chiuse le porte dello SPRAR da un giorno all’altro e, nello stesso tempo, vengono allontanati dai Centri dove dimoravano.

Nessuna deroga, nessuna misura di sostegno: semplicemente buttati fuori in balia dell’inverno.

UMANItalia è un progetto unico nel suo genere, promosso da In Migrazione , che si pone l’obiettivo di aiutare concretamente queste famiglie abbandonate dallo Stato. Un luogo di solidarietà dove le numerose persone che non hanno perso la propria umanità non approvano il “Decreto Salvini”, possono ritrovarsi.

UMANItalia è la comunità positiva che vuole passare dalle parole ai fatti, praticando una pacificadisobbedienza civile, aiutando subito concretamente quelle famiglie che fino a ieri avevano diritto all’accoglienza e da oggi si trovano a vivere per strada.

Un progetto che nasce dalla nostra umanità, dalla nostra civiltà e dal nostro senso delle Istituzioni. Un modo per essere al fianco di tutti quei Comuni che si trovano a dover gestire senza strumenti idonei questa massa di persone finite in mezzo alla strada e tutti quei Prefetti costretti a fare i conti con le conseguenze reali del Decreto Sicurezza. Lasciati ancora una volta “con il cerino in mano”.

OBIETTIVO DELLA CAMPAGNA

Con UMANItalia In Migrazione vuole “adottare” queste famiglie, garantendo loro quell’accoglienza che lo Stato con il Decreto Salvini gli ha negato. Tutte le donazioni ricevute saranno infatti devolute a quelle associazioni e cooperative che gestiscono Centri di accoglienza virtuosi e di qualità in tutta Italia, che ospitano nuclei familiari con protezione umanitaria.

Garantiremo non solo il vitto e l’alloggio, ma anche i servizi fondamentali per conquistare una concreta autonomia lavorativa ed abitativa. Scuola di italiano, sostegno psicologico e sociale, corsi di formazione professionale e tirocini formativi per i genitori; inserimento e supporto alla scolarizzazione dei minori, assistenza sanitaria e pediatrica, attività ludiche e sportive per l’integrazione dei bambini e delle bambine: questi i servizi che chiediamo ai gestori dei Centri virtuosi in cambio del finanziamento erogato.

Un progetto per dare continuità ai servizi che erano garantiti da personale qualificato quando questi posti erano finanziati dal Ministero dell’Interno, e contestualmente migliorarli ed accrescerli in qualità grazie alla solidarietà delle persone che contribuiranno a UMANItalia. Potremo così garantire percorsi di accoglienza personalizzati, della durata minima di 4 mesi, incentrati sull’integrazione e sul fornire a queste famiglie bisognose, concreti strumenti per l’autonomia.

Entrare a far parte della comunità di UMANItalia significa contribuire concretamente a salvare una famiglia dalla strada offrendole la possibilità di portare a termine il percorso di integrazione già avviato.

COME UTILIZZEREMO I FONDI RACCOLTI

UMANItalia intende garantire alle famiglie con minori ospiti dei Centri di Accoglienza, l’opportunità di proseguire il percorso virtuoso di integrazione già avviato, ed accompagnarle fino al raggiungimento dell’autonomia abitativa e lavorativa. Per farlo sono necessari 35€ al giorno per persona.

Noi abbiamo individuato i primi due nuclei familiari che con il nuovo Decreto sicurezza hanno di fatto perso ogni diritto all’accoglienza già a partire dal 1 dicembre 2018. Come loro ce ne sono centinaia in tutta Italia. Forse non riusciremo ad aiutarle tutte, ma di certo ci proveremo.

Vogliamo FARE qualcosa, vogliamo farla subito e abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile!


Queste sono le prime persone che intendiamo aiutare.
Vi raccontiamo la loro storia.

ABEGAL, SOLOMON E I LORO DUE GEMELLINI A RIETI

Abegal e Solomon, lui ghanese e lei nigeriana, sono arrivai in Italia nel 2017, mettendo alla luce due bellissimi gemelli. Ottenuta la protezione umanitaria sono stati segnalati per l’inserimento nel circuito SPRAR.

UMANITALIA famiglia Rieti

Nel Centro di Accoglienza dove sono ospitati in Provincia di Rieti, gestito in accoglienza diffusa (accoglienza in appartamenti) dalla Cooperativa sociale Il Volo, non hanno perso tempo: i genitori si sono messi in gioco partecipando a tutte le attività proposte, nonostante le loro forti problematiche sanitarie.

I due gemelli hanno iniziato a frequentare l’asilo nido e sono cresciuti vispi e sereni.

Solomon, il papà, nel suo percorso di integrazione, aveva scoperto e si era subito appassionato alRUGBY , tanto da entrare a far parte della squadra ufficiale di Rieti, la ASD Arieti Rugby, che lo aveva accolto da subito come i rugbisti sono da sempre abiutati a fare. Una bellissima occasione di “integrazione con la palla ovale” che, come tutto il resto, si interromperà bruscamente.

Nonostante l’impegno e la volontà all’integrazione, la famiglia non è ancora però autonoma sul piano economico/lavorativo.

Pochi giorni fa la doccia fredda: nessun diritto di accesso allo SPRAR e la comunicazione che dovranno prestissimo lasciare l’appartamento del Centro di Accoglienza, pur non avendo un altro posto per dormire e non avendo amici che li possano ospitare.

Vogliamo aiutare questa famiglia a restare nel Centro di Accoglienza e salvarla dalla vita in strada. Vogliamo garantire altri 4 mesi di accoglienza per portare a termine il loro percorso di integrazione, colmando il vuoto che il “Decreto Salvini” ha creato.


STEVE E VICTORIA BLOCCATI AD UN PASSO DAL TRAGUARDO A RIGNANO FLAMINIO

Steve e Victoria sono scappati dalla Nigeria, arrivando dopo un viaggio drammatico in Italia, dove è ricominciata la loro vita, che l’anno scorso si è arricchita dalla nascita di Christian, un bellissimo bambino nato a Roma. Ottengono la protezione umanitaria vengono ospitat in un progetto di prima accoglienza diffusa in appartamenti, gestito dal consorzio Meeting Point in Provincia di Roma, nel Comune di Rignano Flaminio, in attesa di entrare in un Centro SPRAR.

Durante il periodo di accoglienza Victoria frequenta la scuola di italiano per stranieri, le lezioni del CPIA per il conseguimento della licenza media, il corso professionale di “Economia Domestica” tenuto dalla Comunità di Sant’Egidio di Roma. Desiderosa di trovare un lavoro per sostenere la famiglia si iscrive a Garanzia Giovani e partecipa al bando di Servizio Civile.

UMANITALIA rignano

Steve si butta a capofitto nella ricerca di lavori nel settore agricolo e trova un primo impiego in una azienda agricola come fattore. Tuttavia, il guadagno ricavato non è ancora sufficiente per poter garantire alla famiglia un’autonomia fuori dal circuito dell’accoglienza.

Oggi, per effetto del Decreto Salvini, Steve, Victoria ed il piccolo Christian devono uscire dal Centro, senza speranza e costretti ad una vita difficile, quasi impossibile. Gli sforzi e i risultati raggiunti rischiano così di crollare di fronte alla nuova drammatica realtà.

Vogliamo aiutarli a restare nel loro Centro di accoglienza e a portare a termine il percorso per l’integrazione avviato e quasi concluso. Salviamo questa famiglia dalla vita in strada, a pochi passi dal traguardo di una piena autonomia.


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Per qualunque domanda puoi scriverci a: umanitalia@inmigrazione.it

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1 COMMENTO

  • Barulli

    Qual e’ l IBAN

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