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Diritti umani: una sfida ancora da vincere

 

I diritti umani aprono Famiglia Cristiana di questa settimana. Riflessione di Flavio Lotti alla vigilia del 10 dicembre.

 

Per i 70 anni si aggiungono due documenti su migranti e rifugiati (i Global compact).

Resta tanto da fare su difesa della vita e libertà religiosa.

 

“Si firmeranno il 10 e 11 dicembre a Marrakech e sarà un fatto importante. I due documenti dell’Onu (Global Compact) sulle migrazioni e sui rifugiati segnano in sostanza una prima, importante, assunzione di responsabilità collettiva. Tutti i poteri rimangono nelle mani degli stati ma il mondo comincia a passare dalle parole ai fatti.

L’Italia non si può permettere di ignorarlo. Da anni chiediamo all’Europa e al mondo di non lasciarci da soli ad affrontare il dramma di chi continua a morire attraversando il Mediterraneo. Che senso ha boicottare il primo accordo internazionale che ci sta venendo in aiuto? Il sospetto è che non si voglia in alcun modo riconoscere che anche i migranti e i rifugiati sono persone come noi, che devono essere trattate con umanità, dignità e rispetto. Chiudergli i porti e le porte in faccia, rigettarli nelle mani dei carcerieri libici, abbandonare chi è già arrivato in Italia è una chiara violazione dei principi fondamentali sanciti, il 10 dicembre 1948, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Molti non l’hanno mai letta ma, se non esistesse, oggi saremmo tutti più poveri, deboli e insicuri. La scrissero 50 governi dopo aver visto due guerre mondiali, l’olocausto, la bomba atomica e cento milioni di morti. E, per più di mezzo secolo, è diventata la bussola della comunità internazionale. Seguendo le sue indicazioni, l’umanità intera ha potuto compiere grandi passi in avanti sulla strada dei diritti umani, della dignità, della libertà e dell’uguaglianza. Dalla Dichiarazione Universale è nato il “Diritto internazionale dei diritti umani” costituito da oltre 130 Convenzioni giuridiche internazionali e da una fitta rete di istituzioni impegnate nella difesa e attuazione dei diritti. Molte conquiste sono state possibili anche grazie alla pressione di tantissime organizzazioni della società civile di tutto il mondo e di importanti figure della chiesa come Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II: dalla decolonizzazione alla fine della guerra fredda (1989) e dell’apartheid (1994), dal trattato per la messa bando delle mine antipersona (1997) alla nascita della Corte penale internazionale (1998), alla cancellazione del debito estero di molti paesi del sud del mondo (2000). Ma, dall’attentato alle torri gemelle (2001), molte cose sono cambiate e alcune delle più importanti conquiste dell’umanità rischiano oggi di essere cancellate: l’universalità dei diritti umani, il diritto alla dignità di tutti, il principio di uguaglianza e di giustizia,… Molti nostri diritti fondamentali, dal diritto alla vita al diritto al lavoro, dal diritto alla salute alla libertà di espressione o religione attendono ancora di essere realizzati ma una politica senza bussola non promette nulla di buono.”
 
Flavio Lotti, Coordinatore Comitato Nazionale per il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Famiglia Cristiana, 9 dicembre 2018 (in edicola)

Da perlapace

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