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Marocco, rapita, stuprata e torturata da 15 uomini. La storia di Khadija, 17 anni, che ha denunciato l’orrore subito

 

Khadija, ha 17 anni, un profondo sguardo color nocciola. È nata in Marocco, era un’adolescente felice fino a quando è finita in un incubo. Un gruppo di 15 uomini l’ha rapita, stuprata, torturata e marchiata con dei tatuaggi.
Cresciuta nella regione marocchina di Beni Mellal, questa giovane era vissuta protetta dalla sua famiglia fino a quando lo scorso giugno, mentre si trovava a casa di una zia a Oulad Ayad, una piccola città a 150 chilometri da Marrakech, è stata sequestrata da un ‘branco’ che l’ha tenuta prigioniera per due mesi.
Durante la prigionia, è stata sottoposta ad una serie interminabile di torture ed è stata ripetutamente violentata, anche da più uomini contemporaneamente.
È stata picchiata a sangue, privata del cibo e dei bisogni sanitari di base. Inoltre per segnarla a vita i suoi aguzzini le hanno deturpato il corpo con tatuaggi di ogni genere. Quando si sono stancati di lei l’hanno abbandonata semi cosciente si margini della sua città.
La storia di questa sfortunata diciassettenne ha generato un’ondata di sdegno, oltre a una grande commozione, nel suo Paese e ora, grazie a una petizione su Change.org e una campagna social, la sua storia ha travalicato i confini nazionali.
La rete si è mobilitata anche con una raccolta di fondi per aiutarla a uscire dall’incubo in cui l’ha precipitata il branco che le ha straziato la vita.
L’apprllo ha raggiunto quasi le 30 mila firme.
Un disegno che riproduce una ragazza nuda e tatuata, col volto coperto dalla scritta SOS, è diventato virale grazie all’hashtag ‘siamotuttikhadija’.
La storia è stata rivelata dalla stessa vittima che nei giorni scorsi, dopo aver denunciato le violenze subite, ha deciso di raccontare tutto in tv.
“Non riuscirò mai a perdonarli, mi hanno distrutta”, dice mentre la telecamera mostra la croce uncinata, i disegni pornografici e gli insulti tatuati sulla sua pelle.
“Ho tentato un sacco di volte di scappare, sono sempre riusciti a riprendermi. Non potevo mangiare né bere e nemmeno lavarmi” ha raccontaton aggiungendo che è riuscita a tornare libera solo quando suo padre ha pregato uno di loro di liberarmi in cambio del silenzio.
Solo così è riuscita a tornare a casa. Ma non ha voluto tacere. E ha denunciato tutto alla polizia.
Nel 2017 i casi di violenza denunciati in Marocco sono stati 1.600, il doppio di quelli dell’anno precedente.
Il caso più eclatante fu quello di Amina Filali, che nel 2012 si suicidò per essere stata costretta a sposare il suo violentatore.
Quella vicenda aveva sollevato una tale ondata di proteste da costringere il Marocco a riscrivere l’articolo del codice penale che cancellava la pena col matrimonio riparatore.
A febbraio 2018 è entrata in vigore la legge che tutela le donne contro ogni violenza e punisce per la prima volta anche le molestie.
La speranza di Khadija è che la legge le garantisca giustizia.
Nel frattempo, secondo quanto riportato dalla stampa locale, la polizia avrebbe già arrestato otto uomini sospettati di essere gli autori del rapimento e sarebbe sulle tracce anche degli altri componenti della banda di stupratori.
Intanto la petizione va avanti.
I promotori sperano di riunire attraverso il loro appello tutti gli attori della società civile, le organizzazioni e le associazioni, marocchine e non, sia per esprimere la propria solidarietà che garantire sostegno concreto a questa giovane ragazza aiutandolo a rimuovere i tatuaggi che le hanno impresso sul corpo lacerandole anche l’anima.
Ma provare a guarire quelle ferite è possibile. Aiutarla, per tutti noi, un dovere.
Per firmare questo è il link della petizione.
https://www.change.org/p/khadija-viol%C3%A9-et-tatou%C3%A9e-contre-son-gr%C3%A9-venons-tous-%C3%A0-sa-rescousse-%D8%AE%D8%AF%D9%8A%D8%AC%D8%A9-%D8%A7%D8%BA%D8%AA%D8%B5%D8%A8%D8%AA-%D9%88%D9%88%D8%B4%D9%85%D8%AA-%D8%B1%D8%BA%D9%85%D8%A7-%D8%B9%D9%86-%D8%A7%D8%B1%D8%A7%D8%AF%D8%AA%D9%87%D8%A7-%D9%84%D9%86%D8%AA%D8%AD%D8%AF-%D8%AC%D9%85%D9%8A%D8%B9%D8%A7-%D9%84%D8%A7%D9%86%D9%82%D8%A7%D8%B0%D9%87%D8%A7?recruiter=42112129&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition&utm_term=psf_combo_share_initial.pacific_abi_gmail_send.variation.pacific_email_copy_en_gb_3.control.pacific_email_copy_en_us_3.control.lightning_share_by_medium.share_by_medium

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